Particelle virali del coronavirus su cellule in coltura. Credit: NIAID
in foto: Particelle virali del coronavirus su cellule in coltura. Credit: NIAID

Un vaccino anti coronavirus universale ha dimostrato in test di laboratorio di essere in grado non solo di proteggere dal SARS-CoV-2 (responsabile della COVID-19) e dalle sue varianti emergenti considerate più preoccupanti, ma anche dal SARS-CoV che provoca la SARS e da altri betacoronavirus che circolano nei pipistrelli. Poiché si ritiene che in futuro altri patogeni presenti naturalmente in questi mammiferi alati possano compiere il salto di specie (spillover), come già avvenuto tre volte negli ultimi 20 anni, un super vaccino di questo genere potrà essere un'arma preziosissima anche che in ottica preventiva.

A mettere a punto il nuovo vaccino anti coronavirus universale è stato un team di ricerca americano guidato da scienziati della Scuola di Medicina dell'Università Duke, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Dipartimento di Epidemiologia dell'Università della Carolina del Nord, dell'Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID), della Division of Viral Products – Center for Biologics Evaluation and Research (CBER), della società di biotecnologie BIOQUAL e di altri centri statunitensi. Gli scienziati, coordinati dal professor Barton F. Haynes, direttore dell'Istituto Duke sui vaccini umani (DHVI), hanno sviluppato il nuovo vaccino candidato creando una nanoparticella multimerica che esprime il dominio di legame del recettore (RBD), una componente della proteina S o Spike che è condivisa tra i vari betacoronavirus e le loro varianti. Essa è presente anche nel SARS-CoV-2. Per potenziare l'azione della nanoparticella, il professor Haynes e i colleghi hanno aggiunto un adiuvante con piccole molecole (il recettore 7 e 8 agonista chiamato 3M-052) associato al composto Alum, messo a punto da scienziati della società biotecnologica 3M e dall'Infectious Disease Research Institute.

Questa combinazione di principi attivi ha dato vita a un vaccino candidato universale in grado di dimostrare una notevolissima efficacia anti Covid nei macachi in cui è stato testato, bloccando l'infezione al 100 percento. “Il nuovo vaccino ha anche suscitato livelli neutralizzanti significativamente più alti negli animali rispetto a quelli delle attuali piattaforme vaccinali o alle infezioni naturali negli esseri umani”, hanno sottolineato gli studiosi in un comunicato stampa. Se ciò non bastasse, in ulteriori test il vaccino universale ha mostrato una significativa efficacia anche contro le varianti inglese, sudafricana e brasiliana, oltre che contro altri coronavirus circolanti nei pipistrelli. Patogeni che in futuro potrebbero scatenare nuove pandemie come quella che stiamo vivendo.

“Questo approccio non solo ha fornito protezione contro il SARS-CoV-2, ma gli anticorpi indotti dal vaccino hanno anche neutralizzato varianti di preoccupazione originate nel Regno Unito, Sud Africa e Brasile”, ha dichiarato il professor Haynes. “Gli anticorpi indotti hanno reagito con un gruppo piuttosto ampio di coronavirus”, ha aggiunto l'esperto. “Fondamentalmente quello che abbiamo fatto è stato prendere più copie di una piccola parte del coronavirus per far sì che il sistema immunitario del corpo rispondesse ad esso in modo più intenso”, ha affermato il coautore dello studio Kevin Saunders, direttore della ricerca presso il DHVI. “Abbiamo scoperto non solo che aumenta la capacità del corpo di inibire l'infettività del virus, ma anche che colpisce più frequentemente questo sito di vulnerabilità cross-reattivo sulla proteina Spike. Riteniamo che sia per questa ragione che il vaccino è efficace contro SARS-CoV -1, SARS-CoV-2 e almeno quattro delle sue varianti comuni, più i coronavirus animali aggiuntivi”, ha aggiunto l'esperto. Alla luce dei rischi rappresentati da future pandemie da coronavirus, il nuovo vaccino potrebbe rivelarsi una preziosissima risorsa sia oggi che in ottica preventiva. Naturalmente i risultati dovranno essere confermati sull'uomo negli studi clinici. I dettagli della ricerca “Neutralizing antibody vaccine for pandemic and pre-emergent coronaviruses” sono stati pubblicati sull'autorevole rivista scientifica Nature.