Credit: Univerità Columbia
in foto: Credit: Univerità Columbia

Sotto l'Oceano Atlantico, al largo della costa nord-orientale degli Stati Uniti, è stato individuato un immenso deposito di acqua dolce o leggermente salmastra (nei punti di contatto con quella marina). A rilevarlo è stato un team di ricerca americano guidato da scienziati dell'Università Columbia di New York, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Dipartimento di Geologia e Geofisica dell'Istituto Oceanografico di Woods Hole, Massachusetts.

Enorme. Gli scienziati, coordinati dalla professoressa Chloe Gustafson, docente presso il Lamont-Doherty Earth Observatory dell'ateneo newyorchese, hanno stimato l'estensione del deposito sottomarino dopo dieci giorni di indagini a bordo della nave da ricerca Marcus G. Langseth. Per determinarla hanno rilevato i segnali di conduttività elettrica dell'acqua al largo delle coste del New Jersey e sull'isola di Martha's Vineyard. Poiché l'acqua marina conduce meglio le onde elettromagnetiche di quella dolce, è stato possibile misurare i "confini" del deposito sottomarino attraverso specifici impulsi. La presenza di acqua dolce era già emersa negli anni '70 del secolo scorso durante le ricerche delle compagnie petrolifere, tuttavia non si aveva idea della portata del fenomeno. In base alle stime di Gustafson e colleghi, il bacino d'acqua dolce si estende per 350 chilometri lungo la costa orientale americana, abbracciando un'area che va dal sud del Delaware fino al Massachusetts. Ma potrebbe essere anche più grande. La portata stimata è di 2.800 chilometri cubi di acqua a bassa salinità; se fosse sulla terraferma sarebbe contenuta in un lago di 40mila chilometri quadrati, grande quanto i Paesi Bassi.

Come si è formato. Ma come si è formato un simile deposito in fondo all'oceano? Gli scienziati sottolineano che l'acqua sottomarina a bassa salinità è un fenomeno globale, ma non se ne conoscono le esatte dimensioni. Per quanto concerne il bacino al largo degli Stati Uniti, probabilmente si tratta di acqua proveniente dal disgelo in seguito all'ultima era glaciale, e si sarebbe formata tra i 15mila e i 20mila anni fa. L'acqua/dolce salmastra sarebbe rimasta intrappolata in delta e altre conche naturali. Gli scienziati non escludono un contributo del deflusso dalle falde sotterranee. Depositi del genere potrebbero trovarsi anche nei pressi di Paesi che soffrono il problema della siccità, dunque in futuro si potrebbero progettare sistemi di estrazione dell'acqua e (moderata) desalinizzazione. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Scientifc Reports.