Credit: NASA/JPL/Università dell’Arizona
in foto: Credit: NASA/JPL/Università dell’Arizona

La NASA ha catturato l'immagine straordinaria di una valanga che si scatena da una parete rocciosa su Marte, a circa 370 chilometri dal Polo Nord del Pianeta Rosso. Sulla Terra una valanga (o slavina) è un fenomeno impetuoso legato al distaccamento di una massa di neve o ghiaccio, che scende rapidamente verso valle travolgendo tutto; su Marte il fenomeno non è diverso. Nel caso specifico, la valanga è stata causata da blocchi di ghiaccio riscaldati dai raggi solari, che dopo aver raggiunto il cosiddetto carico di rottura si sono distaccati dando vita alla slavina. I blocchi sono precipitati da una parete rocciosa alta 500 metri e hanno sollevato nubi di polvere rossa del terreno scongelato sottostante.

Benché possa apparire un fenomeno insolito per l'affascinante ambiente marziano, in realtà l'eccezionalità sta solo nell'averlo colto in uno scatto così spettacolare. Anche su Marte, infatti, ci sono le stagioni come sulla Terra, con l'unica differenza che durano il doppio delle nostre. Da marzo l'emisfero settentrionale del Pianeta Rosso è scaldato dal tepore primaverile, e il ghiaccio accumulatosi sulle catene montuose a ridosso del Polo Nord può sciogliersi dando vita a spettacolari valanghe. “Ogni primavera il sole splende sul lato dei blocchi di ghiaccio del Polo Nord di Marte, noti come depositi di ghiaccio stratificati. Il calore destabilizza il ghiaccio e i blocchi si staccano”, ha scritto la professoressa Candy Hansen del Lunar & Planetary Laboratory (LPL) dell'Università dell'Arizona, commentando l'immagine.

Credit: NASA/JPL/Università dell’Arizona
in foto: Credit: NASA/JPL/Università dell’Arizona

L'affascinante scatto è stato catturato a maggio dalla fotocamera HiRISE (High Resolution Imaging Science Experiment) installata sulla sonda della NASA Mars Reconnaissance Orbiter (MRO). È stata progettata e costruita proprio da scienziati del Lunar & Planetary Laboratory; pesa 65 chilogrammi e ha avuto un costo di 40 milioni di dollari. Si tratta di uno degli strumenti di imaging scientifico più sofisticati e potenti mai realizzati. La risoluzione dello scatto, effettuato quando la sonda si trovava ad appena 320 chilometri di altitudine dalla superficie del Pianeta Rosso, è di soli 32 centimetri per pixel. L'immagine ha una larghezza di circa un chilometro.