Illustrazione di un neurone
in foto: Illustrazione di un neurone

Soltanto nello scorso anno, 2,3 milioni di giovani europei di età compresa tra i 15 e i 34 anni hanno fatto uso di cocaina; sono circa 1,4 milioni gli americani dipendenti dalla cocaina. La diffusione di questo stupefacente non sembra conoscere crisi e, benché nel mondo ci siano circa 20 milioni di persone dipendenti da esso, a tutt'oggi non esiste un trattamento efficace per la cura delle persone che vogliano liberarsene, ad eccezione delle terapie comportamentali.

Uno studio pilota

Un gruppo di ricercatori italiani e statunitensi ha, tuttavia, mostrato che un trattamento attraverso rTMS (stimolazione magnetica trans-cranica ripetitiva) sembra ridurre la dipendenza da cocaina. L'rTMS consiste nell'applicazione di impulsi magnetici ad un'area del cervello localizzata: si tratta di un metodo non invasivo, già ampiamente usato in neurologia e psichiatria per il trattamento di condizioni quali il dolore neuropatico e la depressione.

Per il momento, quello pubblicato dal giornale European Neuropsychopharmacology, è soltanto uno studio pilota: ma il successo ottenuto con i primi risultati lascia sperare in un seguito.

Un piccolo gruppo di lavoro

Alberto Terraneo e Luigi Gallimberti, ricercatori dell’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico Ospedale San Camillo di Venezia e a capo della ricerca, hanno lavorato assieme ad un piccolo gruppo di 32 persone: tutti si erano rivolti ad una struttura sanitaria in cerca di un trattamento per la dipendenza da cocaina ma soltanto 16 di essi sono stati sottoposti alla terapia "sperimentale" con la stimolazione magnetica; l'altra metà dei pazienti ha formato il gruppo di controllo, ricevendo farmaci che servono ad alleviare i sintomi da astinenza come depressione, ansia ed insonnia. Durante il periodo di cura, sono state eseguite periodicamente analisi delle urine sui volontari per verificare con certezza quale era il consumo di droga.

Curare la dipendenza (senza ricadute)

In effetti, il gruppo sperimentale ha fatto registrare una forte riduzione dell'uso di cocaina e anche dei sintomi da astinenza. Il miglioramento si evidenzia soprattutto se rapportato con il gruppo di controllo; 11 pazienti tra quelli trattati con TMS non sono ricaduti nell'uso della cocaina, risultato ottenuto soltanto con 3 dei pazienti curati con farmaci.

In seguito, mentre i 16 del gruppo sperimentale continuavano settimanalmente a sottoporsi alla stimolazione magnetica, anche i pazienti del gruppo di controllo sono passati, con successo, al trattamento sperimentale, confermando ulteriormente i buoni risultati ottenuti nella prima fase del lavoro.

Questo gruppo di lavoro, per quanto piccolo, è importante perché rappresenta bene il mondo reale. Abbiamo continuato a seguirlo per più di un anno e i miglioramenti raggiunti sembrano mantenersi nel tempo. È ora importante che questo studio prosegua con studi clinici più ampi, ma siamo certi che questa sia la strada vincente per combattere e sconfiggere la dipendenza da cocaina. – Professor Luigi Gallimberti