In Antartide sono stati recuperati i resti fossili di una foresta risalente a 260 milioni di fa; ciò significa che il più inospitale e gelido dei continenti sulla Terra in un passato remoto era ricoperto da una fitta e lussureggiante vegetazione. Lo ha determinato un team di ricerca dell'Università del Wisconsin-Milwaukee (Stati Uniti), dopo aver condotto una spedizione in loco tra fine novembre 2015 e gennaio 2016, ovvero nel cuore dell'estate antartica, caratterizzata anche dallo spettacolare fenomeno delle nubi nottilucenti.

I ricercatori, coordinati dai geologi specializzati in paleoecologia Erik Gulbranson e John Isbell, durante le scalate del promontorio di McIntyre sulle Montagne Transantartiche hanno rinvenuto in tutto i frammenti fossili di 13 alberi. Nonostante l'età, i campioni erano perfettamente conservati, e al loro interno gli studiosi hanno rinvenuto persino i fossili di microorganismi e funghi, alcuni dei quali cristallizzatisi quando gli alberi erano probabilmente ancora in vita.

All'epoca il clima del Polo Sud era più caldo e umido rispetto a quello attuale, ciò nonostante le condizioni erano sempre proibitive per le piante moderne; infatti la foresta fossile doveva essere in grado di resistere a mesi di oscurità ininterrotta alternati con mesi di luce continua. Dalle analisi è emerso che queste piante riuscivano ad adattare la propria fisiologia in pochissimo tempo, forse in un solo mese, mentre le piante attuali impiegano diversi mesi prima di abituarsi ai cambi di stagione.

Lo studio della foresta fossile è interessante anche perché gli alberi sopravvissero all'estinzione di massa del Permiano-Triassico, che 251 milioni di anni fa spazzò via il 90 percento delle specie marine e il 70 percento di quelle terrestri, spalancando la strada alla successiva radiazione dei dinosauri, anch'essi scomparsi con l'estinzione di massa del Tardo Cretaceo. All'epoca il Polo Sud non era un territorio isolato come oggi, ma faceva parte della cosiddetta Gondwana, un “super continente” che comprendeva anche parti di India, Sud America, Africa, Australia e altre terre; Gulbranson e colleghi sostengono che la foresta preistorica, caratterizzata da una scarsa biodiversità, probabilmente ricopriva completamente la Gondwana.

Credit: UWM Photo/Troye Foxin foto: Credit: UWM Photo/Troye Fox

Nonostante la notevole resilienza e la capacità di adattamento al clima estremo, alla fine anche questi alberi si estinsero. La causa molto probabilmente è legata a devastanti eruzioni dei vulcani siberiani, che riversarono tonnellate di gas serra nell'atmosfera. L'immissione di questi gas fu alla base dell'estinzione del Permiano-Triassico; la foresta fossile resistette a lungo, ma alla fine anch'essa dovette cedere all'accumulo di anidride carbonica e altri composti nell'atmosfera. Gli scienziati in queste settimane sono tornati in Antartide per raccogliere nuovi campioni in grado di fornire datazioni più dettagliate di questi eventi.

[Credit: Erik Gulbranson]