Un comunissimo virus del raffreddore può curare il cancro alla vescica, attaccando e uccidendo le cellule tumorali. Lo ha dimostrato un team di ricerca britannico guidato da scienziati dell'Università del Surrey, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi della Divisione di Radioterapia e Imaging presso l'Institute of Cancer Research, della Mayo Clinic, del Robert W. Franz Cancer Center e di Viralytics. Benché lo studio sia stato condotto solo con 15 pazienti, i risultati ottenuti sono così incoraggianti e promettenti che molto probabilmente si è innanzi a una terapia rivoluzionaria contro questo diffuso male.

La ricerca. Gli scienziati, coordinati dal professor Hardev Pandha, docente presso il Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell'ateneo di Guildford, si sono concentrati su un virus del raffreddore chiamato coxsackievirus (CVA21). Una settimana prima di essere sottoposti all'intervento chirurgico i 15 pazienti sono stati coinvolti nella terapia sperimentale, legata all'inserimento del virus direttamente nel tumore attraverso un catetere. Dall'esame del tessuto prelevato è emerso che non solo le cellule tumorali erano state uccise e la massa tumorale si era ridotta in tutti i partecipanti, ma uno dei pazienti è risultato completamente libero dalla malattia. Si tratta di un risultato straordinario, in particolar modo per un tipo di tumore tendente al rischio di recidive e molto difficile da trattare. Il carcinoma della vescica, infatti, richiede interventi invasivi e chemioterapia piuttosto tossica, inoltre si tratta di uno dei più costosi da gestire per i sistemi sanitari nazionali.

Come agisce il virus del raffreddore. Come dichiarato alla BBC dal professor Pandha, il coxsackievirus è “speciale” perché una volta penetrato nel tessuto malato attiva una proteina del sistema immunitario del paziente e stimola le cellule immunitarie ad attaccare quelle malate, lasciando incredibilmente intatte quelle dei tessuti sani. Il carcinoma della vescica è considerato un tumore “freddo” poiché non viene attaccato dalle cellule immunitarie; il coxsackievirus lo rende “caldo” e permette al sistema immunitario di fare il proprio lavoro con precisione chirurgica. A causa del numero molto basso di pazienti coinvolti nello studio è presto per cantare vittoria, tuttavia gli scienziati sono ottimisti sul fatto di aver gettato le basi per una terapia rivoluzionaria. A breve saranno organizzati trial clinici molto più ampi per avere conferme. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sull'autorevole rivista scientifica specializzata Cancer Research,