Rappresentazione artistica (Harvard–Smithsonian Center for Astrophysics)
in foto: Rappresentazione artistica (Harvard–Smithsonian Center for Astrophysics)

La collezione dei pianeti rocciosi in orbita attorno a stelli distanti si arricchisce di un nuova meraviglia: un oggetto estremamente intrigante che, benché abbia temperature decisamente roventi, potrebbe comunque essere dotato di un'atmosfera. E, qualora fosse così, è anche sufficientemente vicino perché gli scienziati possano studiare questa atmosfera nel dettaglio, grazie al telescopio spaziale Hubble e alle future missioni di osservazioni, come quella del Giant Magellan Telescope, ancora in fase di costruzione con ultimazione prevista per il 2019.

Obiettivo dei futuri osservatori

Gli astronomi – si sa – guardano con maggiore attenzione alla ricerca di Terre gemelle ma, per questa volta, dovranno accontentarsi di un esopianeta molto simile a Venere che, in quanto tale, potrebbe essere avvolto in un'atmosfera non troppo diversa da quella del pianeta del nostro Sistema Solare. «Questo pianeta si candida ad essere un obiettivo privilegiato per gli astronomi negli anni a venire» ha affermato  Zachory Berta-Thompson del Massachusetts Institute of Technology, tra gli autori della scoperta. Anche perché si trova ad "appena" 39 anni luce da noi.

GJ 1132b, caldo ma non troppo

GJ 1132b – questa la sigla con cui è indicato l'esopianeta – orbita attorno ad una nana rossa dalle dimensioni pari ad appena un quinto di quelle solari: la stella è talmente più fredda e flebile del nostro Sole che emette circa un duecentesimo della sua luce. Ciononostante, GJ 1132b è molto caldo poiché porta a termine un'orbita in 1,6 giorni trovandosi ad una distanza dalla sua stella madre di poco più di 2,25 milioni di chilometri: considerate che Mercurio si trova a circa 60 milioni di chilometri dal Sole, per comprendere quanto è vicino.

Ne risulta che GJ 1132b sia "ben cotto", ad una temperatura superiore ai 320° Celsius: questo potrebbe aver fatto evaporare tutta l'acqua eventualmente presente un tempo sulla sua superficie ma consente comunque la presenza di atmosfera. Insomma, nonostante tutto, GJ 1132b è significativamente più fresco di qualunque altro esopianeta di cui sia stata confermata la natura rocciosa: al confronto, mondi ormai ben conosciuti dagli scienziati come CoRoT-7b e Kepler-10b vantano temperature superiori ai 1000° C.

Un mondo roccioso

L'esopianeta «simile a Venere» è stato individuato grazie al MEarth-South array, progetto impegnato nella caccia di mondi terrestri in orbita attorno alle nane rosse: otto telescopi robotici di 40 centimetri di diametro installati presso l'osservatorio di Cerro Tololo, in Cile. Grazie ai suoi occhi scrutatori, MEarth-South ha rivelato diverse migliaia di nane rosse situate entro la distanza di 100 anni luce dalla Terra e la presenza di eventuali pianeti in orbita attorno ad esse.

Gli scienziati hanno così potuto notare che GJ 1132b è più grande del 16% rispetto alla Terra, con un diametro di oltre 14.800 chilometri; la sua massa è superiore del 60%. I dati riguardanti la densità dell'esopianeta hanno consentito di appurare che si tratta di un oggetto dalla composizione rocciosa, simile a quella terrestre; naturalmente, ha anche una sua forza di gravità che porterebbe una persona che si trovasse sulla sua superficie a pesare circa il 20% in più, rispetto al suo peso sulla Terra.

Il lavoro è opera degli scienziati dell'Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics e i suoi dettagli sono stati resi noti in un paper pubblicato da Nature.