15 Luglio 2011
18:48

Un rapporto di Legambiente sulla differenziata con molte sorprese

Se il Veneto è al primo posto per la raccolta differenziata, la Campania si piazza bene nella classifica di Legambiente grazie ai suoi numerosi comuni virtuosi.
A cura di Nadia Vitali

Classifica non senza notizie inattese quella stilata da Legambiente riguardante i "numeri" della raccolta differenziata nel nostro paese: una graduatoria che potrebbe risultare quanto meno sgradita a tutti coloro i quali apprezzano i facili luoghi comuni riguardanti amministrazioni e gestioni di Nord, Sud e Centro. E che conferma quanto una mancata informazione a favore di un massificato "sentito dire" possa costruire dei veri e propri stereotipi, talvolta privi di qualsiasi fondamento.

Sul rapporto infatti si incappa immediatamente in un dato davvero molto interessante: la città più virtuosa del Sud, la Salerno del sindaco PD Vincenzo De Luca che in soli 5 anni è riuscita con la raccolta porta a porta a passare dal 9% di differenziata al 70,3%, ha praticamente spiazzato tutta la concorrenza sulla lista, giungendo ad un secondo posto. Superata, nella categoria dei capoluoghi, soltanto da Pordenone che fa registrare una percentuale di differenziata del 73,59: tuttavia resta in evidenza il fatto significativo che Salerno abbia più del doppio degli abitanti del comune friulano. La cittadina meridionale è l'unica nel paese assieme a Novara che, pur contando più di 100 000 abitanti, raggiunge la soglia del 60%: soglia non raggiunta, tristemente, da nessun capoluogo del centro del bel paese.

Primo premio assoluto a Ponte delle Alpi, nel bellunese, che vanta una differenziata dell'86,4% su 8500 abitanti: per il secondo anno è il comune più virtuoso d'Italia. Secondo quanto stabilito nella finanziaria del 2007, l'obiettivo imposto per il 2011 doveva essere del 60% : numeri alla mano, la Campania può vantare questa soglia per moltissimi dei suoi comuni dunque, per questo motivo, la regione che ha per capoluogo Napoli, ormai vessata da anni dall'emergenza rifiuti, si piazza sesta nella classifica che vede il Veneto al primo posto e la Valle d'Aosta all'ultimo.

Tra le grandi città, invece, regnano ancora i brutti numeri del non raggiungimento di un livello accettabile di differenziata e riciclo: «Torino si difende giungendo ad un buon 42%, Milano ferma al 35% circa, Roma e Napoli vergogna!» sintetizza eloquentemente il rapporto di Legambiente. Insomma, a leggere questi dati, quel che emerge è che, una volta tanto e per qualcosa che è dell'estrema importanza, un po' di Sud può far parlare di sé più che bene: l'augurio è che, in un futuro non troppo lontano, anche le grandi e popolose città possano vantare primati di questo genere, Napoli prima tra tutte. Menzione speciale alla città di Acerra, patria del termovalorizzatore: in seguito ad un accordo tra Comune e Consorzio Nazionale Imballaggi, grazie ad una campagna porta a porta, in pochissimo tempo è stato possibile portare la differenziata al di sopra del 70%. La prova che ovunque, se adeguatamente istruiti, i cittadini sono sempre pronti a collaborare per il proprio benessere e per quello dell'ambiente: una prova di cui tanti hanno ancora bisogno per non cedere alla superficialità dell'accusa facile.

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