Credit: Nikolaj Scharff
in foto: Credit: Nikolaj Scharff

Nel cuore dell'affascinante Madagascar sono state scoperte 18 nuove specie di ragno-pellicano (famiglia Archaeidae), un gruppo estremamente specializzato di aracnidi che un tempo si credeva fosse estinto. Il primo esemplare, infatti, fu scoperto in Europa nel 1840 all'interno di un fossile di ambra risalente a 50 milioni di anni fa, e solo 40 anni più tardi, nel 1881, vennero trovati i primi esemplari viventi proprio in Madagascar. Oggi sappiamo che i ragni-pellicano – così chiamati per la testa che ricorda quella dell'uccello – vivono anche in remote foreste dell'Australia e del Sudafrica, ma sono ancora poco conosciuti.

Per questa ragione un team di ricerca coordinato dalla dottoressa Hannah Wood, curatrice del reparto aracnidi e miriapodi presso lo Smithsonian National Museum of Natural History, e dall'entomologo Nikolaj Scharff dell'Università di Copenaghen, ha selezionato e revisionato centinaia di esemplari, sia catturati sul campo che provenienti da collezioni museali. Il risultato dell'indagine, concentrata sui generi Eriauchenius e Madagascarchaea, ha fatto emergere 26 distinte specie, 18 delle quali totalmente nuove.

Credit: Jeremy Miller
in foto: Credit: Jeremy Miller

Ma perché questi ragni sono così strani? Lunghi meno di un centimetro (vanno dai 2 agli 8 millimetri), i ragni-pellicano hanno sviluppato una testa – tecnicamente un prosoma – con un ‘collo' allungato, e i cheliceri, cioè le ‘mandibole', lo sono altrettanto. Il risultato è un aspetto grottesco, che ricorda da vicino la testa del grosso uccello migratore. I ragni-pellicano sfruttano queste ‘zanne' letteralmente per infilzare le loro prede, generalmente altri ragni.

Ad affascinare è anche il comportamento predatorio. A differenza di molti altri aracnidi, il ragno-pellicano non crea trappole mortali con le ragnatele, ma si aggira nelle foreste cercando quelle degli altri ragni. Quando le trova ne taglia un filamento e inizia a scuoterlo, per mimare le vibrazioni prodotte da una preda che si dimena. Il ‘proprietario di casa' esce così allo scoperto, e invece di trovare un lauto pasto ad attenderlo ci sono le zanne assassine del ragno-pellicano, un vero e proprio cannibale.

Credit: Hannah Wood/Smithsonian
in foto: Credit: Hannah Wood/Smithsonian

Questi spettacolari invertebrati sono rimasti praticamente identici ai loro antichissimi antenati vissuti nel cuore del Giurassico, 165 milioni di anni fa, e ciò li rende dei cosiddetti fossili viventi. Secondo Scharff e colleghi in natura ce ne sono moltissimi altri da scoprire, e le 18 nuove specie rappresentano solo l'inizio della rinnovata classificazione. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Zookeys.

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