Credit: ALMA (ESO / NAOJ / NRAO), Alves et al.
in foto: Credit: ALMA (ESO / NAOJ / NRAO), Alves et al.

Un gigantesco “pretzel cosmico” è stato scoperto a circa 600 anni luce dalla Terra, incastonato nella nebulosa oscura (o nebulosa molecolare) Barnard 59, a sua volta sita nel cuore della Nebulosa Pipa, che si trova inquadrata nella costellazione dell'Ofiuco. Si tratta di un vorticoso anello di polveri che circonda il sistema binario di giovani stelle [BHB2007] 11, porzione di un piccolo ammasso stellare della nebulosa oscura. Le nebulose oscure prendono questo nome perché sono caratterizzate da gas freddi e pochissima polvere, e quando vengono fotografate restano impresse come macchine nere fra le stelle.

Fino ad oggi gli scienziati erano riusciti a immortalare solo la parte esterna dell'oggetto celeste; ma ora, grazie al sensibilissimo radiointerferometro Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA), un array di 66 antenne piazzato all'Osservatorio di Llano de Chajnantor nel deserto di Atacama, in Cile, sono riusciti anche a “sbirciare” anche al suo interno, rivelando l'affascinante struttura a forma di pretzel (o brezel, a seconda delle origini).

Ma cosa si vede esattamente nella spettacolare immagine catturata dall'ALMA? Innanzitutto le due giovani stelle, attorno alle quali si trovano due anelli circumstellari dai quali attingono materiale con cui si accrescono in massa. Benché questi dischi possano apparire ravvicinati, in realtà si trovano a una distanza di ben 28 unità astronomiche l'uno dall'altro (una Unità Astronomica è pari a circa 150 milioni di chilometri ed è equivalente alla distanza che separa il Sole dalla Terra). I due dischi circumstellari sono compatti e ricordano la cintura di asteroidi tra Marte e Giove del Sistema solare, come sottolineato dal professor Felipe Alves dell'Istituto Max Planck per la fisica extraterrestre (MPE), che ha coordinato il team di ricerca internazionale autore della scoperta.

Il pretzel gigantesco rappresenta un ulteriore disco di materiale, che circonda gli altri due più piccoli in un vorticoso abbraccio. L'inconfondibile silhouette è dovuta ai flussi di polveri in rotazione, che tendono a formare una spettacolare struttura a spirale sotto la spinta della forza gravitazionale. Alves e colleghi hanno affermato che il disco più grande alimenta i due più piccoli di materiale, che a loro volta lo trasferiscono alle giovani stelle. L'anello circumstellare più piccolo e luminoso, nella parte bassa dell'immagine, è quello che accumula più materiale. Oltre ad essere spettacolare da vedere, si tratta di un processo estremamente affascinante che aiuterà gli scienziati a comprendere come si formano i sistemi binari di stelle. I dettagli sul gigantesco pretzel cosmico sono stati pubblicati sul sito dell'Osservatorio Europeo Australe (ESO) e sulla prestigiosa rivista scientifica Science.