Il fossile di Eurohippus messelensis con il suo feto cerchiato in bianco (Credit Franzen et al. Photo: Senckenberg Forschungsinstitut Frankfurt, Sven Tränkner)
in foto: Il fossile di Eurohippus messelensis con il suo feto cerchiato in bianco (Credit Franzen et al. Photo: Senckenberg Forschungsinstitut Frankfurt, Sven Tränkner)

Il fossile di un equide vissuto 48 milioni di anni fa è stato scoperto nel pozzo di Messel, una miniera a poche decine di chilometri da Francoforte celebre per aver restituito negli anni migliaia di preziosissimi reperti e per questo inserito nella lista dei Patrimoni dell'Umanità dall'UNESCO.

Si tratta di un ritrovamento davvero eccezionale perché l'animale è morto portando ancora nel grembo il feto del suo piccolo; quest'ultimo si è preservato bene, tanto da consentire agli studiosi del Senckenberg Research Institute di Francoforte e del Naturhistorisches Museum di Basilea di analizzarlo in laboratorio. I dettagli dello studio sono stati illustrati in un articolo pubblicato da PLOS ONE.

Circa 12 centimetri e mezzo descritti grazie ad accurate indagini sulle ossa e sull'anatomia del feto, attraverso il microscopio elettronico a scansione e raggi X ad elevata risoluzione. Le piccole ossa si presentano quasi tutte integre e connesse tra di loro, ad eccezione del cranio che sembrerebbe fracassato; in generale i resti sono talmente in buono stato che hanno consentito ai ricercatori di ricostruire l'aspetto originario e la posizione del feto. Gli studiosi hanno anche determinato che la madre morì, con tutta probabilità, poco prima di dare alla luce il suo piccolo anche se l'evento del parto non sarebbe da collegarsi alla sua morte.

Ma – fatto ancora più interessante – gli autori del lavoro hanno ritrovato anche residui di tessuti molli, come la placenta e un ampio frammento di fibra appartenente all'utero: probabilmente si tratta del più antico sistema uterino di un mammifero placentato mai rinvenuto. La possibilità di osservare da vicino questi dettagli ha consentito di stabilire che l'apparato riproduttivo dell'animale, appartenente ad una specie di equide oggi estinta chiamata Eurohippus messelensis, presenta fortissime analogie con quello dei cavalli odierni.