Creato in laboratorio un rivoluzionario test del sangue in grado di rilevare 50 tipi di cancro, una decina dei quali difficili da diagnosticare e molto aggressivi, alla stregua del carcinoma pancreatico. L'esame, ancora in fase sperimentale, è stato messo a punto addestrando un'intelligenza artificiale; attraverso un processo di cosiddetto apprendimento automatico (o machine learning), l'IA ha imparato a riconoscere i biomarcatori (le “firme”) rilasciati da varie tipologie di cancro nel flusso sanguigno, e successivamente a individuarli nei campioni da analizzare.

Il test del sangue è stato messo a punto da un team di ricerca americano guidato da scienziati dell'autorevole Dana Farber Cancer Institute di Boston, Stati Uniti, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi della Divisione di Oncologia Medica presso il Dipartimento di Oncologia della Mayo Clinic, del Glickman Urological and Kidney Institute della Cleveland Clinic, dello US Oncology Research, della società di informatica GRAIL, Inc. di Menlo Park e di altri istituti americani.

Gli scienziati, coordinati dal professor Geoff Oxnard, ricercatore del Lowe Center for Thoracic Oncology presso l'istituto del Massachusetts, hanno “addestrato” l'algoritmo dell'intelligenza artificiale grazie a 1.531 campioni di sangue di persone con cancro e altri 1.521 di soggetti sani, che hanno aiutato il software a discernere la presenza dei biomarcatori (nello specifico il DNA metilato). Nella fase successiva sono stati sottoposti al test quasi 7mila campioni di sangue, dei quali 2.500 provenienti da pazienti con tumori (suddivisi in una cinquantina di tipologie diverse) e oltre 4mila da soggetti sani.

Il test è stato estremamente specifico nel rilevare i tumori, dato che ha intercettato il 99,3 dei casi positivi (solo lo 0,7 percento è risultato falso positivo). Quando è stato rilevato il cancro, inoltre, in più del 90 percento dei casi l'intelligenza artificiale ha identificato correttamente l'organo o il tessuto in cui il tumore ha avuto origine, un'informazione preziosissima per i trattamenti oncologici. Complessivamente, il cancro è stato rilevato dal test nel 44 percento dei casi. La sensibilità è risultata essere del 39 percento per i pazienti con carcinoma di stadio I; del 69 percento per quelli con stadio II; dell'83 percento per quelli con stadio III e del 92 per quelli con stadio IV. Per i tumori allo stadio iniziale, tuttavia, la sensibilità è risultata soltanto del 18 percento, un valore piuttosto basso che dovrà essere sicuramente migliorato, dato che la precocità della diagnosi dei tumori è fondamentale in termini di sopravvivenza (prognosi migliore).

“Il test non solo dimostra la presenza del cancro, ma fornisce informazioni precise sul tipo di cancro e su dove il professionista della salute dovrebbe cercare la neoplasia”, ha dichiarato a HealthDay l'immunologo e coautore dello studio Michael Seiden. Gli ha fatto eco il dottor Fabrice André dell'Istituto Gustave Roussy: “Questo è uno studio decisivo e rappresenta un primo passo verso lo sviluppo di facili test di screening. La diagnosi precoce di oltre il 50 percento dei tumori potrebbe salvare milioni di vite ogni anno nel mondo”. Il professor Oxnard ha inoltre confermato alla BBC che stanno partendo i primi studi clinici sul test, che dovranno certificarne la validità. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Annals of Oncology.