189 CONDIVISIONI
6 Novembre 2017
17:05

Un miliardo di rifugiati climatici entro il 2050: il riscaldamento globale minaccia l’umanità

La siccità, la scarsità di cibo, gli eventi meteorologici sempre più drammatici e altri effetti del riscaldamento globale produrranno un miliardo di ‘rifugiati climatici’ entro trenta anni. Il rischio è una catastrofe umanitaria di portata senza precedenti.
A cura di Andrea Centini
189 CONDIVISIONI

Gli effetti del riscaldamento globale produrranno un miliardo di ‘rifugiati climatici' entro il 2050, a causa di eventi interconnessi come fenomeni meteorologici catastrofici, carenza di cibo, siccità, inquinamento e diffusione delle malattie. I picchi di mortalità diverranno elevatissimi, soprattutto nelle fasce più povere della popolazione mondiale, che saranno costrette a migrare in massa per evitare di essere travolte dagli eventi. Il drammatico scenario tratteggiato dagli esperti è uno dei temi centrali del G7 Salute in corso di svolgimento a Milano, dove si sta dando risalto anche alle azioni da perseguire per evitare che un tale disastro possa sconvolgere l'umanità. Su tutte vi è la riduzione delle emissioni inquinanti, ma sono contemplate anche misure di intervento dirette nei Paesi più coinvolti, senza dimenticare la tutela legale dei cosiddetti rifugiati climatici.

I primi cenni di un tale dramma, del resto, cominciano a serpeggiare già adesso. In Italia, ad esempio, sono sorti casi di siccità sistemica che hanno portato a incendi devastanti, scioglimento di ghiacciai secolari e sensibile riduzione idrica di alcuni laghi. Ma anche i fenomeni migratori che stiamo vivendo hanno in parte una causa nei cambiamenti climatici. Molta gente comincia infatti a fuggire da terre divenute sterili, aride e desertiche, e se al momento sull'Europa c'è una pressione di un paio di milioni di migranti all'anno, questo numero potrebbe balzare a 10 o 20 milioni entro trenta anni. È il rapporto “Countdown” dell'autorevole rivista scientifica Lancet a suggerire il dato del miliardo di rifugiati climatici entro il 2050, un valore sostenuto dalle indagini della Oxfam International, in base alle quali solo dall'inizio del 2017 a settembre sono state 15 milioni di persone a dover abbandonare le proprie terre a causa di un evento climatico estremo.

A causa dei cambiamenti climatici si prevede una sensibile riduzione delle disponibilità alimentari, con un crollo del 6 percento nella produzione del grano e del 10 percento di riso per ogni grado centigrado in più di temperatura. Il dato cozza irrimediabilmente con l'atteso aumento demografico entro tre decenni: saremo infatti ben 9,8 miliardi nel 2050. Si stima inoltre che le inondazioni più devastanti potrebbero ridurre le terre emerse disponibili, costringendo parte della popolazione costiera a riversarsi nell'entroterra, col rischio di potenziali guerre. Un pericolo è rappresentato anche dalla diffusione di malattie tropicali a causa delle temperature più elevate, come suggeriscono i casi numerosi di Dengue, Chikungunya e Zika nel mondo.

Per gli esperti ci sarebbe ancora tempo per intervenire, ma non è molto: basti pensare che in una lettera sottoscritta da 60 scienziati e personalità di fama internazionale si parla di soli tre anni per  poter raggiungere gli obiettivi degli Accordi sul Clima di Parigi. Tutti questi temi saranno affrontati a fondo alla Cop 23, che si terrà a Bonn (Germania) nei prossimi 10 giorni.

189 CONDIVISIONI
Addio al cioccolato entro il 2050 per colpa del riscaldamento globale: ma forse meglio così
Addio al cioccolato entro il 2050 per colpa del riscaldamento globale: ma forse meglio così
Niente più caffè e api entro il 2050 ed è colpa dei cambiamenti climatici provocati da noi
Niente più caffè e api entro il 2050 ed è colpa dei cambiamenti climatici provocati da noi
Perché il freddo invernale non c'entra nulla con il riscaldamento globale
Perché il freddo invernale non c'entra nulla con il riscaldamento globale
Lascia un commento!
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni