Nel cuore della nostra galassia c'è un gigantesco e misterioso oggetto celeste, la cui natura rappresenta un enigma per gli scienziati. Potrebbe infatti trattarsi di un enorme pianeta, uno dei più massicci mai individuati, oppure di una cosiddetta “stella fallita”, una nana bruna, sebbene in questo caso la sua posizione aprirebbe scenari inediti su ciò che sappiamo della nascita e della formazione di questi corpi celesti. Ma procediamo con ordine.

L'oggetto al momento viene ‘trattato' come un gigantesco esopianeta, dall'impronunciabile nome tecnico di OGLE-2016-BLG-1190Lb. È situato a 22mila anni luce dalla Terra, al centro della nostra galassia inquadrato nella costellazione del Sagittario, in un ammasso noto come “bulbo galattico”, dove si trova un decimo di tutte le stelle della Via Lattea. È stato individuato dal Telescopio Spaziale Spitzer della NASA attraverso la tecnica della cosiddetta “microlente gravitazionale”, in parole semplici, un'anomalia che amplifica la luminosità di un corpo celeste che transita alle spalle di una sorgente luminosa, “ingrandendolo” proprio come farebbe una lente.

Il potenziale esopianeta si trova a una distanza doppia dalla sua stella di riferimento rispetto a quella che separa la Terra dal Sole, e le sue dimensioni sono davvero gargantuesche. Esso ha infatti una massa 13,4 volte superiore rispetto a quella di Giove, il gigante gassoso del Sistema solare, che a sua volta è 317 volte più massiccio della Terra. Ciò significa che OGLE-2016-BLG-1190Lb possiede una massa 4mila volte maggiore a quella del nostro pianeta. Proprio le sue enormi dimensioni suggeriscono che potrebbe trattarsi di una nana bruna, un oggetto celeste molto più grande di un pianeta, ma con massa insufficiente per avviare le reazioni nucleari tipiche delle stelle. L'oggetto scoperto dallo Spitzer si trova proprio al limite tra le due situazioni, e solo con un'indagine più approfondita si potrà conoscere la sua reale identità.

Nel caso in cui dovesse trattarsi di una nana bruna, OGLE-2016-BLG-1190Lb si troverebbe al confine di una zona chiamata “deserto delle nane brune”, dove questi oggetti celesti non sono presenti. In questo caso, dunque, i ricercatori dovrebbero rivedere calcoli e teorie per capire come questa nana bruna possa essere nata proprio lì. Il mistero, probabilmente, potrà essere svelato nel 2019, quando l'oggetto sarà di nuovo visibile con la tecnica della microlente gravitazionale. I dettagli della ricerca, ad opera di studiosi coreani, sono stati pubblicati su arXiv.

[Credit: NASA/JPL Caltech]