9 Agosto 2021
20:06

Un esame del sangue può prevedere la placenta accreta, condizione di gravidanza rara ma mortale

Un team di ricerca dell’Università della California di Los Angeles (UCLA) ha messo a punto un esame del sangue basato su un microchip in grado di prevedere se una donna in gravidanza rischia di sviluppare la placenta accreta, una condizione in cui la placenta risulta troppo adesa all’utero e non si stacca dopo il parto, mettendo a repentaglio la vita della madre e del bambino.
A cura di Andrea Centini

Come spiegato dagli autorevoli manuali MSD per operatori sanitari, la placenta accreta è una placenta “abnonrmemente adesa”, che ha difficoltà a staccarsi dall'utero dopo il parto. Anche quando viene rimossa chirurgicamente con estrema precisione, questa rara condizione può dare adito a una grave emorragia che può mettere a repentaglio la vita della madre. In base alle statistiche dei CDC americani, dagli anni '50 fino ad oggi l'incidenza di questa condizione è aumentata di cento volte per via del sempre più frequente ricorso al parto cesareo, che è considerato uno dei principali fattori di rischio, oltre all'età della madre, a un pregresso intervento chirurgico all'utero (il più diffuso), ai fibromi sottomucosi, alla multiparità e altro ancora. Diagnosticarla è costoso e complesso; spesso infatti gli esami a base di ultrasuoni e l'esperienza dell'ecografista non sono sufficienti. Fortunatamente un nuovo studio ha determinato che la condizione può essere prevista grazie a un semplice esame del sangue, riducendo in modo significativo i rischi per la madre e il feto.

A determinare che un esame del sangue può diagnosticare la presenza della placenta accreta è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati del California NanoSystems Institute – Crump Institute for Molecular Imaging dell'Università della California di Los Angeles, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Cedars-Sinai Medical Center, del The Second Clinical Medical College dell'Università Jinan (Cina), dell'Università Peking di Pechino, dello Shenzhen People’s Hospital e di altri istituti. Gli scienziati, coordinati dal professor Yazhen Zhu, docente presso il Dipartimento di Farmacologia Molecolare e Medica dell'ateneo statunitense, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver analizzato le concentrazioni di alcune cellule embrionali nel flusso sanguigno, i trofoblasti, che formano un tessuto cellulare destinato a nutrire l'embrione in sviluppo. In parole semplici, pochi giorni dopo l'avvio di una gravidanza in condizioni normali i trofoblasti si trovano in concentrazioni limitate, tuttavia se risultano più numerosi e raggruppati, allora c'è un rischio significativo che si stia manifestando un PAS o disturbo dello spettro della placenta accreta, che come indicato può mettere a repentaglio la vita di madre e bambino.

Gli scienziati, partendo da questa premessa, hanno messo a punto uno speciale microchip di pochi centimetri nel quale è presente un anticorpo che si lega ai trofoblasti e li rende facilmente visibili, anche quando formano dei raggruppamenti. “Vedere un ammasso di trofoblasti per la prima volta è stato come vedere perle luccicanti”, ha dichiarato il patologo Yazhen Zhu dell'università californiana. “Quando abbiamo osservato le cellule al microscopio, ci è sembrato di avere una visione diretta della placenta durante la gravidanza in via di sviluppo”, ha aggiunto l'esperto. Al momento i metodi principali per prevedere la placenta accreta sono gli ultrasuoni e la storia materna, ma con un sistema simile basato su un semplice esame del sangue la diagnosi e la prevenzione potrebbero fare un enorme salto di qualità. Nei test condotti su alcune centinaia di pazienti l'esame, ancora sperimentale, ha mostrato una precisione di circa l'80 percento. I risultati dovranno essere confermati da ulteriori indagini con campioni più ampi. I dettagli della ricerca “Circulating trophoblast cell clusters for early detection of placenta accreta spectrum disorders” sono stati pubblicati sull'autorevole rivista scientifica Nature Communications.

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