Il piccolo dinosauro piumato sinosaurotterige (Sinosauropteryx prima) aveva una “maschera da bandito” sugli occhi come un procione, una coda a strisce e una colorazione più scura sul dorso, dettagli per mimetizzarsi nell'ambiente e nascondersi agli occhi dei predatori, oltre che per tendere agguati alle sue prede. Queste caratteristiche, fatte emergere da un'approfondita analisi condotta da paleontologi dell'Università di Bristol, Gran Bretagna, rendono ancor più speciale il sinosaurotterige, uno dei dinosauri più importanti mai studiati, anche se meno conosciuto del tirannosauro, del velociraptor o del triceratopo, tutte creature entrate nell'immaginario collettivo.

Il primo fossile di questo piccolo dinosauro, lungo poco più di un metro e pesante circa sei chilogrammi, fu scoperto una ventina di anni fa da un agricoltore cinese (Li Yinfang) nella provincia di Liaoning, nel nord-ovest del Paese asiatico, in quello che 120 milioni di anni fa fu un lago. Il fossile fece letteralmente sobbalzare i paleontologi, dato che fu il primo vero dinosauro piumato mai scoperto. Il celeberrimo Archaeopteryx con le penne (Archaeopteryx lithographica), il cui primo fossile fu scoperto nel 1861, era infatti un lontano parente degli uccelli e non un vero e proprio dinosauro, come invece il sinosaurotterige. Proprio grazie a questa specie ha preso corpo la teoria dei dinosauri piumati – comprendendo anche i celebri velociraptor – e quella dei dinosauri aviani non estinti, ancora fra noi sotto forma di uccelli.

Oggi, grazie a una complessa tecnica fotografica in grado di far emergere i pigmenti delle piume dal fossile, il team di ricerca coordinato dal professor Fiann Smithwick è riuscito a capire la distribuzione e la tipologia dei colori del dinosauro. “Lontani da tutte le bestie preistoriche grigie dei libri per bambini del passato, almeno alcuni dinosauri mostravano modelli di colori sofisticati per nascondersi e confondere i predatori, proprio come gli animali di oggi”, ha sottolineato l'autore principale dello studio. “La visione era probabilmente molto importante nei dinosauri, proprio come negli uccelli di oggi, e quindi non sorprende che si siano evoluti elaborati modelli di colore”, ha aggiunto Smithwick.

La “maschera da bandito” nera attorno agli occhi, presente anche in diversi uccelli moderni come l'averla piccola, serviva a nascondere gli occhi ai predatori, così da rendersi meno identificabile. Anche la coda striata lo proteggeva dai predatori, spezzando l'immagine dell'animale esattamente come fanno le strisce sulle zebre. Il colore marrone scuro sul dorso e quello più chiaro sulla pancia, infine, rendevano il sinosaurotterige meno “tridimensionale”, e poteva così nascondersi facilmente nelle praterie e in campo aperto, probabilmente il suo habitat naturale. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati su Current Biology.

[Credit: Università di Bristol]