Sotto gli occhi dei velenossisimi pesci pietra (Synanceiidae) c'è un osso appuntito che scatta all'occorrenza come un coltello a serramanico; grazie all'analisi approfondita del peculiare meccanismo difensivo gli scienziati hanno ridefinito l'intera classificazione del gruppo, aggiungendovi altre specie. Appartenenti all'ordine degli Scorpaeniformes, questi animali sono noti per le abilità mimetiche – si confondono abilmente nei fondali rocciosi –, ma soprattutto per la neurotossina che secernono dalle ghiandole velenifere, così potente da uccidere rapidamente un uomo adulto. Non a caso si tratta dei pesci più tossici del Pianeta.

Per difendersi, questi tozzi animali dall'aspetto grottesco sono pieni di raggi appuntiti e spine associati a ghiandole velenifere, che non esitano a utilizzare quando si sentono minacciati. La loro caratteristica più incredibile risiede tuttavia proprio nell'osso posto sotto le orbite, che gli scienziati hanno chiamato “lachrymal saber”, cioè sciabola lacrimale. Il professor William Leo Smith, docente all'Università del Kansas e curatore dell'Istituto della Biodiversità e del Museo di Storia Naturale presso l'ateneo americano, studia i pesci pietra da moltissimi anni, ma ha iniziato a interessarsi alla sciabola lacrimale 15 anni fa, quando dissezionò un esemplare che allevava come animale domestico.

Fino ad oggi nessuno aveva classificato i pesci pietra in base a questa caratteristica, e il motivo, spiega Smith, risiede nel fatto che ci sono giusto un paio di studiosi in tutto il mondo specializzati nell'analisi di questa bizzarra famiglia. La sciabola lacrimale è così rilevante sotto il profilo tassonomico per questi animali che l'ha paragonata persino alle mammelle dei mammiferi. Per studiarla a fondo si è recato a Taiwan, dove l'immenso mercato del pesce locale garantisce un numero e una varietà impressionante di campioni da esaminare.

Smith e due colleghi hanno dimostrato che il movimento in avanti della sciabola è associato a diversi muscoli e ossa, come i circumorbitali e gli adduttori della mascella e della mandibola. Il movimento è molto forte perché tutti i muscoli sono attaccati allo scheletro della branchia. Quando è a riposo l'osso appuntito è adagiato lungo il corpo del pesce, ma non appena sopraggiunge una minaccia viene protruso orizzontalmente come una lama. Si tratta di un efficace sistema di difesa, che può essere osservato in tutti i pesci pietra quando vengono afferrati dai predatori.

Attraverso l'analisi genetica di 113 caratteristiche morfologiche e di 5.280 molecolari di 63 specie di pesci, Smith e colleghi hanno potuto ampliare la famiglia dei pesci pietra con altre specie provenienti dall'ordine degli Scorpaeniformes, come i pesci vespa (waspfishe) e i pesci aculeo (stingfishe). I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Copeia.

[Credit: Smith et al./Copeia]