Nella notte tra il 10 e l'11 gennaio un grande asteroide potenzialmente pericoloso farà un passaggio “ravvicinato” (in termini astronomici) alla Terra. 2019UO, questo il nome del “sasso spaziale”, sfreccerà sopra alle nostre teste alla velocità di 9.4 chilometri al secondo, circa 33mila chilometri orari. In base alle stime della NASA e dell'ESA l'asteroide ha una lunghezza compresa tra i 250 e i 500 metri, che spaziano all'incirca tra quelle della Tour Eiffell di Parigi e l'Empire State Building di New York. Si tratta dunque di un vero e proprio colosso.

Fortunatamente sarà un passaggio del tutto sicuro, dato che gli astronomi hanno calcolato una distanza minima dalla Terra di 0,03020 Unità Astronomiche (UA), ovvero circa 4 milioni di chilometri e mezzo. Una UA è infatti la distanza media che separa la Terra dal Sole, pari a circa 150 milioni di chilometri. Benché si tratti di una distanza considerevole, oltre dieci volte quella che ci separa mediamente alla Luna (384mila chilometri), dal punto di vista squisitamente astronomico si tratta di un'inezia.

Non è un caso che l'asteroide 2019UO, scoperto durante l'anno appena concluso, sia stato inserito dalla NASA nella lista degli oggetti potenzialmente pericolosi (PHA – potentially hazardous asteroid), che include tutti i corpi celesti con un diametro di almeno 150 metri e la cui orbita interseca quella della Terra a una distanza di almeno 0,05 Unità Astronomiche, ovvero 7,5 milioni di chilometri. In base ai calcoli del Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA quello del 2020 per 2019UO sarà il passaggio più vicino al nostro pianeta dei prossimi 180 anni, dunque potremo dormire a lungo sogni tranquilli, almeno per quel che riguarda questo colossale viaggiatore dello spazio.

Un asteroide del genere, del resto, in caso di impatto potrebbe causare ingentissimi danni a livello regionale. Basti ricordare la “meteora di Čeljabinsk” esplosa nei cieli russi il 15 febbraio del 2013. Il corpo celeste era lungo “appena” 15 metri e aveva una massa di 10mila tonnellate; esplose in aria a contatto con l'atmosfera terrestre e l'onda d'urto provocò oltre mille feriti in una regione poco abitata. In città avrebbe creato danni decisamente più ingenti, tenendo presente che fu recuperato anche un blocco di 570 chilogrammi sopravvissuto al processo di ablazione. Un oggetto di 500 metri sarebbe in grado di cancellare un'intera città, ma non avviare un processo di estinzione di massa come l'asteroide chicxulub di 10 chilometri, che 66 milioni di anni fa determinò la fine del regno dei dinosauri (non aviani) sulla Terra e concluse l'Era Mesozoica.