Dopo i 27 chilometri del Large Hadron Collider (LHC) al CERN pensano anche più in piccolo, sviluppando un nuovo acceleratore di particelle di appena due metri. A che pro?

Il mini-Linac è stato progettato per uso medico e servirà per l’individuazione e il trattamento dei tumori: sarà una nuova sfida per il team del CERN. Consisterà in quattro moduli, ciascuno lungo 50 centimetri, il primo dei quali è stato già costruito. Le basi tecnologiche per la sua messa a punto erano già tutte presenti al CERN dopo gli anni spesi per sviluppare Linac4, un più ampio acceleratore pensato per spingere gli ioni negativi di idrogeno ad elevate energie e che, secondo i piani, dovrebbe essere connesso al complesso del CERN nel 2020 per diventare parte integrante di LHC.

Il mini-Linac sarà un quadrupolo a radiofrequenza (RFQ), componente che tradizionalmente si trova all'inizio di tutte le catene di acceleratori di protoni, ed è pensato per produrre fasci ad elevatissima intensità con frequenza raddoppiata. «Grazie ad una nuova dinamica del fascio e ad idee innovative riguardanti gli aspetti meccanici e la radiofrequenza, abbiamo ottenuto un progetto di acceleratore che si adatta meglio ai requisiti pratici necessari alle applicazioni mediche» ha spiegato la responsabile per RFQ, Alessandra Lombardi.

Il mini-RFQ presenta, secondo gli esperti del CERN, tutte le caratteristiche per essere un perfetto iniettore per la nuova generazione di acceleratori lineari, compatti e ad alta frequenza utilizzabili per il trattamento del cancro. Ma non è tutto perché la sua taglia ridotta e il peso leggero significano la possibilità di uso negli ospedali per la produzione di isotopi radioattivi per le tecniche di imaging. E magari, spiegano i progettatori di mini-Linac, potrebbe essere impiegato anche in altri campi: ad esempio in archeologia, mettendo a disposizione le sue qualità per l'analisi dei materiali.