Credit: NASA
in foto: Credit: NASA

Tutte le comete che viaggiano nel Sistema solare potrebbero essere nate nello stesso luogo, ovvero una specifica area nel disco protoplanetario che circondava il Sole appena nato. Lo ha teorizzato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati dell'Università di Leida, Paesi Bassi, che hanno collaborato a stretto contatto con colleghi del Dipartimento di Astronomia dell'Università della Virginia (Stati Uniti), della Scuola di Fisica e Astronomia dell'Università di Leeds (Regno Unito) e del Max-Planck-Institut für Extraterrestriche Physik di Garching, in Germania.

Gli scienziati, coordinati dal giovane ricercatore Christian Eistrup e dal professor Ewine van Dishoeck, vincitore del prestigioso premio Kavli, sono giunti alla loro conclusione analizzando la composizione di 14 delle comete più famose: fra esse 1P/Halley, 21P/Giacobini-Zinner e C/2013 R1 (Lovejoy). Tra gli elementi chimici inclusi nell'indagine vi erano acqua (H2O), monossido di carbonio (CO), metano (CH4), anidride carbonica (CO2), anidride solforosa (SO2), ossigeno (O2) e altri ancora. Applicando modelli chimici che in passato erano stati messi a punto dal professor van Dishoeck per prevedere la composizione dei dischi protiplanetari attorno alle giovani stelle, gli scienziati hanno potuto determinare la probabile origine delle comete. “Ho pensato che sarebbe stato interessante confrontare i nostri modelli chimici con i dati pubblicati sulle comete”, ha dichiarato il dottor Eistrup.

Incrociando tutti i dati è emerso che le 14 comete prese in esame sarebbero nate tutte nello stesso posto, in un'area del disco protoplanetario del giovane Sole in cui il monossido di carbonio diventa ghiaccio, a 30 Unità Astronomiche (una UA è pari a 150 milioni di chilometri, la distanza che separa la Terra dal Sole) nelle fasi iniziali e a 12 UA in una fase successiva dell'evoluzione solare. Si tratta di un luogo in cui la temperatura è prossima ai – 250° centigradi sotto zero, dove quasi tutte le molecole che conosciamo ghiacciano. Le comete, del resto, sono note per essere dei blocchi di ghiaccio, roccia e metallo, ricchi di sostanze presenti anche sulla Terra (le dimensioni vanno dalle centinaia di metri alle decine di chilometri). “Abbiamo preparato alcune statistiche per stabilire se ci fosse un momento speciale o un posto nel nostro giovane Sistema solare, in cui i nostri modelli chimici incontrano i dati sulle comete. C'era un singolo modello che si adattava meglio a ciascuna cometa, indicando così che condividevano la loro origine”, ha dichiarato il dottor Eistrup. Naturalmente 14 comete sono un numero piuttosto esiguo per determinare il luogo d'origine di tutti questi corpi celesti, tuttavia i dati emersi sono così significativi che c'è buona probabilità che le comete siano davvero originate tutte dallo stesso posto. I dettagli della ricerca sono consultabili su arXiv, in attesa della pubblicazione sulla rivista specializzata Astronomy & Astrophysics.