Identificato un nuovo, promettente anticorpo monoclonale (semi-sintetico) capace di neutralizzare il coronavirus SARS-CoV2 in laboratorio. Ad annunciare l'importante scoperta gli scienziati dell'Israel Institute of Biological Research (IIBR), che hanno presentato i risultati del proprio lavoro al ministro della Difesa Naftali Bennett. L'individuazione di questa immunoglobulina in grado di distruggere il virus è considerata una “svolta significativa” nel contrasto alla COVID-19, l'infezione scatenata dal patogeno emerso in Cina. “Sono orgoglioso del personale dell'istituto biologico, che ha fatto un grande passo in avanti. La creatività e l'ingegnosità ebraiche hanno portato a questo straordinario risultato”, ha dichiarato il ministro Bennet dopo una visita alla struttura di ricerca, ubicata a Ness Ziona.

Ma cos'è un anticorpo monoclonale? Si tratta di immunoglobulina semi-sintetica sviluppata in laboratorio, come specificato a fanpage dal virologo Fabrizio Pregliasco, ottenuta attraverso l'ingegneria genetica (nel caso specifico con cellule di topi). È in grado di replicare la funzione dei veri anticorpi umani, ma è priva di eventuali proteine dannose. Uno dei limiti della plasmaterapia, basata sull'infusione di plasma di guariti ricco di anticorpi nei pazienti gravi, risiede nel fatto che il processo di purificazione, per quanto efficace, non esclude al cento per cento il passaggio di qualche agente infettivo. Con gli anticorpi monoclonali si bypassa questo rischio, inoltre si supera anche la cronica carenza di plasma idoneo a questa tipologia di terapia. Gli anticorpi (monoclonali e reali) sono in grado di andare a “caccia” dei patogeni e di distruggerli nel nostro organismo, e per questo sono considerati un approccio terapeutico promettente nel contrasto alla COVID-19, anche perché non esiste ancora una cura.

Per quanto concerne il nuovo anticorpo monoclonale sviluppato in Israele, esso non ha ancora un nome e non è stato nemmeno diffuso il suo principio d'azione (si attendono articoli scientifici al riguardo), ciò nonostante gli studiosi guidati dal professor Shmuel Shapiro hanno dichiarato che si tratta del primo al mondo a soddisfare tre criteri fondamentali: non presenta proteine dannose che possono rendere problematica l'infusione; è in grado di neutralizzare il coronavirus e colpisce il ceppo più aggressivo, sulla base delle informazioni dei ceppi che circolano nel mondo. Al momento è stato testato solo su una piastra di Petri (in provetta), e non sono stati avviati né test preclinici su modelli animali né esperimenti sull'uomo, ma i ricercatori sono molto fiduciosi del risultato raggiunto. La strada della ricerca, tuttavia, è ancora lunga: “Questa è una pietra miliare, ma ci attendono test complicati e il processo per ottenere l'approvazione normativa. Secondo una valutazione degli scienziati dell'istituto, si tratta di una svolta tecnologica che può ridurre il processo, ma andrà avanti per diversi mesi”, hanno sottolineato gli studiosi.

È recentissimo l'annuncio dell'identificazione di un altro anticorpo monoclonale in grado di distruggere il coronavirus SARS-CoV-2. Chiamato 47D11, è stato messo a punto da scienziati dell'Università di Utrecht ed è in grado di colpire la Proteina S o Spike, quella che il coronavirus usa come un grimaldello per legarsi alle cellule umane (attraverso il recettore ACE2), scardinare la parete cellulare e penetrare all'interno, dando l'avvio alla replicazione e dunque all'infezione. Anche in questo caso è stato testato solo in provetta.