canide ucraina

C’è un minimo comune denominatore in tutte le storie che riguardano il chupacabra: non si considera minimamente l’impatto della decomposizione dei corpi; ne avevamo tenuto già conto trattando di altri casi inerenti alla cripto-zoologia.

Il Chupacabra (letteralmente “succhiatore di capre”) è un essere che appartiene soprattutto al bestiario mitologico dell’America latina, lì si concentrano gran parte dei ritrovamenti, se così possiamo chiamarli. Per lo più infatti il suo passaggio viene dedotto dall’aspetto delle carcasse di bestiame. L'essere infatti massacrerebbe piuttosto brutalmente le sue vittime, bevendone il sangue, apparentemente ne consumerebbe anche la carne. Il termine è stato coniato da Silverio Pérez nel 1995.

La mutilazione del bestiame. Gran parte delle versioni in merito sono frutto di mere congetture derivate da lunghi passaparola. Là dove è stato possibile verificare le mutilazioni attribuite al chupacabra si è constatato che si tratta di segni lasciati da animali spazzini, i quali mangiano le parti molli, inoltre le carcasse risultano abbandonate sotto il Sole per lunghi periodi. Le fasi della decomposizione sono state studiate, come quella “scompositiva asimmetrica”, determinata notevolmente dall'ambiente.  Non è da escludere che alcuni segni siano dovuti ad atti di crudeltà verso gli animali, i cui autori sono umani.

Non si trova mai un esperto quando serve. Fa specie constatare anche la mancanza di citazioni precise riguardo esperti, quali veterinari, zoologi o genetisti, i quali sarebbero in grado in tempi relativamente brevi di verificare cosa realmente chi parla di chupacabra avrebbe trovato, non solo riguardo al mitologico animale, ma anche in riferimento alle sue presunte vittime: generalmente capre o mucche. Anche in questo caso non si fa altro che fraintendere i segni lasciati dalla naturale decomposizione.

Le carcasse di presunti chupacabra. Si tratta di rinvenimenti molto rari. Spopola in Rete il recente ritrovamento avvenuto in Ucraina. La strana creatura favrebbe fatto strage del bestiame, causando non poche noie agli allevatori di Rukshin nella regione di Chernivtsi in Ucraina. Le sue vittime sarebbero state trovate ancora chiuse nelle loro gabbie morte dissanguate. Un agricoltore noto come Ivan avrebbe il merito della cattura del presunto chupacabra. L’animale ha l’aspetto di un canide, non presenta peluria e secondo Valeriy Dopiryak – vicedirettore del Dipartimento di medicina veterinaria regionale – presenterebbe anomalie nei denti, nelle orecchie e nelle zampe. L’analisi però fa riferimento a ipotesi riguardo l’identificazione esatta della specie; alcuni pensano si tratti di una volpe africana, altri semplicemente di un cane. Difficile che Dopiryak senza riscontri genetici né consultare altri esperti, possa certificare che si tratti di una specie sconosciuta.

Mistero risolto. A titolo d’esempio si consiglia la lettura dell’analisi di Lorenzo Rossi (Criptozoo) riguardo il caso – presentato durante una puntata della trasmissione Voyager – della testa di un presunto chupacabra, rivelatasi essere quella di un comunissimo coyote affetto da scabbia. Ed è questo che spiega l'assenza di pelo, tipico sintomo della malattia, negli animali definita anche rogna. Esistono razze di canidi che naturalmente non presentano pelo, come il Pastore peruviano. Ad ogni modo in Rete trovate una comoda guida per scoprire se per caso il vostro amico peloso rischia di trasformarsi in un chupacabra. Si intitola “riconoscere la rogna nei cani”.