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7 Settembre 2013
13:50

Troppa pulizia tra le cause dell’Alzheimer

I ricercatori di Cambridge hanno elaborato la loro teoria partendo dalla scarsità del linfocita T nel cervello dei malati di Alzheimer, la stessa cellula che ha un ruolo molto importante nel sistema immunitario. E lavarsi troppo ne deprime lo sviluppo.
A cura di Redazione Scienze
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I malati di Alzheimer sono circa 30 milioni in tutto il mondo, ma secondo alcune stime nel 2050 una persona su 85 soffrirà del morbo. Secondo una ricerca dell'Università di Cambridge e pubblicata su "Evolution Medicine and Public Health", tra le cause che favoriscono la malattia potrebbe esservi l'eccesso di igiene. La teoria elaborata nell'istituto britannico parte dalla valutazione di alcuni dati statistici e dalla loro lettura attraverso la lente dell'"Ipotesi dell'igiene", una teoria recente che sostiene che l'eccesso di igiene tipico delle società moderne ed urbane impedisce ai bambini di entrare a contatto con i microrganismi, per combattere i quali si rinforza il sistema immunitario.

Su 192 nazioni analizzate, quelle che fanno registrare la maggiore incidenza dell'Alzheimer sono i cosiddetti Paesi sviluppati. Detto altrimenti: più povero è un paese, meno intacca il morbo. Il dato evidenziato dai ricercatori britannici ha preso in considerazioni più variabili in modo tale da poter presentare un dato il più possibile affidabile, non alternato dall'aspettativa di vita ridotta dei paesi più poveri. Tuttavia, ci vuole prudenza, come riferisce lo stesso dott. James Pickett, capo del team di ricerca: "Sappiamo da tempo che il numero di persone affette dal morbo varia da Paese a Paese. Il fatto che questa discrepanza possa essere legata alle condizioni igieniche è una teoria avvincente, e si lega bene alle connessioni che esistono tra infiammazione e malattia".

Gli ambienti meno asettici tipici dei paesi in via di sviluppo o di ambienti rurali sembra aver favorito, secondo i ricercatori, una maggiore resistenza all'Alzheimer. Il legame tra livello di pulizia ed Alzheimer potrebbe risiedere nei linfociti T. Si è infatti osservato che nel cervello dei malati di Alzheimer si riscontra una quantità ridotta di linfociti T, cellule che svolgono un ruolo particolarmente importante nello sviluppo del sistema immunitario. Insomma, se la teoria elaborata dal gruppo di Cambridge dovesse essere confermata, vorrebbe dire che ogni tanto vale la pena anche sporcarsi le mani.

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