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Tra il 2 e il 3 aprile il telescopio spaziale della NASA Solar Dynamics Observatory (SDO), costantemente puntato contro il Sole, ha rilevato tre brillamenti o eruzioni solari di livello medio sulla sua superficie. Il triplice evento, captato e fotografato dalla strumentazione a bordo dello strumento lanciato in orbita dal Kennedy Space Center (Florida) l'11 febbraio del 2010, non sembra avere avuto effetti sulle telecomunicazioni e sui segnali GPS, ma gli scienziati dello Space Weather Prediction Center del NOAA ne stanno ancora analizzando i dati.

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in foto: La prima eruzione solare

Il primo brillamento è avvenuto alle 4:02 EDT (Eastern Daylight Time) del 2 aprile ora locale, le 10:02 in Italia; è stato seguito da una seconda eruzione solare alle 20:33 EDT dello stesso giorno ed il 3 aprile l'evento è culminato con un terzo fenomeno, alle 10:29 EDT. Si è trattato di brillamenti di classe M, caratterizzati da un'intensità di circa un decimo rispetto alla classe più potente e potenzialmente pericolosa, quella X. Il primo è stato classificato dagli astronomi NASA come M5.3, il secondo come M5.7 e l'ultimo come M5.8, evidenziando un aumento nell'intensità e nella potenza delle radiazioni emesse.

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in foto: La seconda eruzione solare

I brillamenti o eruzioni solari sono vere e proprie eruzioni di materia dalla fotosfera della stella, e solitamente hanno una potenza paragonabile a quella decine di milioni di bombe atomiche che esplodono all'unisono. Oltre a generare affascinanti protuberanze che si proiettano nello spazio interpanetario, essi sono responsabili del cosiddetto vento solare, particelle e radiazioni che viaggiando arrivano a colpire anche la nostra atmosfera, generando le spettacolari aurore boreali. Il vento solare scaturito da fenomeni come i brillamenti, che per la prima volta furono osservati nel 1859 dall'astronomo britannico Richard Christopher Carrington, si ritiene sia responsabile dello ‘strappo' dell'atmosfera marziana, inoltre potrebbe avere effetti negativi anche sui cetacei, che si orientano sfruttando il campo magnetico. Fortunatamente queste intense esplosioni di radiazioni vengono bloccate dalla nostra atmosfera e non riescono a raggiungere la superficie, tuttavia possono comportare gravi problemi alle telecomunicazioni e ai segnali GPS. Gli ultimi tre brillamenti registrati, seppur di livello medio, sembrano non aver prodotto problemi da questo punto di vista.

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in foto: La terza eruzione solare

[Immagini di NASA]