Katie Stubblefield tentò il suicidio a soli 18 anni con un colpo di pistola da sotto al mento, e oggi, a quattro anni da quel tragico evento che le devastò il volto, ha iniziato una nuova vita grazie a un completo trapianto facciale eseguito nel 2017. Il percorso che la porterà alla normalità e alla desiderata indipendenza è ancora lungo, tuttavia alla luce della gravità dei traumi che si provocò – “la peggior ferita che abbia mai visto”, disse uno dei medici che la ebbe in cura -, il traguardo raggiunto può essere considerato un vero e proprio miracolo scientifico.

Tutto ebbe inizio il 25 marzo 2014, quando la ragazza decise di farla finita a causa di una serie di delusioni e sofferenze: il tradimento del fidanzato, la perdita del lavoro della madre, un'operazione per problemi gastrointestinali che non andavano mai via. Premette il grilletto nel bagno di casa. Il proiettile partito dal basso sfiorò il cervello e uscì tra le due orbite, ma le strappò via praticamente tutto il volto. Naso, muscoli, bocca, nervi, mascella. Una ferita orribile. I soccorritori giunti sul posto – avvertiti dal fratello che l'aveva trovata riversa in un lago di sangue -, quando scoprirono che c'era ancora polso, la inviarono immediatamente all'ospedale di Oxford. Da lì iniziarono i trasferimenti e le numerose operazioni che l'hanno portata alla nuova vita di oggi.

Fu uno dei chirurghi dell'ospedale di Memphis a suggerire ai genitori che soltanto un trapianto di faccia avrebbe potuto risolvere le sue gravi menomazioni. Poco dopo Katie fu accettata alla Cleveland Clinic, dove è iniziato tutto l'iter preparatorio (anche sotto il profilo psicologico) per sottoporsi a un simile intervento. Nelle operazioni che hanno preceduto il trapianto vero e proprio i medici hanno sostituito alcune parti del suo viso con strutture create attraverso la stampa 3D. Lo scopo principale era ridarle un minimo di funzionalità per quanto concerneva deglutizione, respirazione e masticazione. Parte della sua mascella è stata ricostruita con l'osso prelevato dalla gamba e plasmato su una scansione ottenuta da sua sorella.

Dopo aver firmato i moduli per il trapianto, nel novembre 2015, Katie ha dovuto attendere fino al 2017 per un donatore compatibile, una 31enne morta per overdose. Ad oggi, soltanto 40 persone al mondo sono state sottoposte a una simile operazione. Durante l'intervento, durato ben 31 ore, i medici le hanno trapiantato il cuoio capelluto, la fronte, le palpebre, il naso, le guance superiori, i denti, i nervi facciali, i muscoli, parte della mascella e altri tessuti. La giovane è stata operata da 11 chirurghi con l'assistenza di numerosi specialisti, ciascuno con l'obiettivo di ripristinare nel modo migliore possibile le funzionalità compromesse dal proiettile. Dovrà assumere farmaci contro il rigetto per tutta la vita.

Katie ancora non riesce a vedere e per questo sta imparando il Braille, inoltre ha difficoltà ad esprimersi, ma il percorso riabilitativo che sta affrontando, grazie alla sua tenacia e al rinnovato desiderio di vivere con gioia, la stanno aiutando a bruciare le tappe. Vuol frequentare l'università online e dedicare il suo futuro ad aiutare gli altri, a spiegare agli adolescenti il valore della vita e il tema del suicidio. Ogni anno, del resto, nel mondo si suicidano 800mila persone, una ogni 40 secondi, con numeri in ascesa soprattutto nelle fasce di età più giovani.

[Credit: Cleveland Clinic]