Uomini e donne tendono a dividersi tra quanti si mantengono fedeli per attitudine e senza alcuni sforzo e quanti, viceversa, preferiscono la promiscuità e la coltivazione di più rapporti, anche contemporaneamente. Questa caratteristica sembra distinguerci fortemente dalle altre specie tra le quali troviamo comportamenti esclusivamente di un tipo o dell’altro ma mai due strategie di accoppiamento diverse diffuse tra creature conspecifiche. La comparazione con altri mammiferi suggerisce che l’essere umano sia una sorta di via di mezzo tra una specie promiscua ed una fedele: queste le conclusioni di uno studio pubblicato da Biology Letters, opera di Robin Dunbar e Rafael Wlodarski della Oxford University e di John Manning della Northumbria University.

Questione di testosterone

I ricercatori hanno analizzato le risposte già raccolte da precedenti questionari standard in cui circa 600 nordamericani e britannici esponevano le proprie attitudini sessuali e sociali. Hanno inoltre misurato la lunghezza dell’indice e dell’anulare della mano destra di 1.313 inglesi. Più corto era il secondo dito rispetto al quarto e maggiore era il livello di testosterone a cui l’individuo era stato soggetto durante lo sviluppo nel grembo materno: regola valida sia per l’uomo che per la donna. Ora, poiché gli studiosi sapevano già da precedenti lavori che alte concentrazioni di testosterone fetale sembrerebbero associate a un comportamento promiscuo da adulti, hanno concluso che un anulare particolarmente lungo sarebbe segno di una condotta “infedele”.

Uomini più infedeli?

Le risposte degli uomini e delle donne, comunque, sembrerebbero indicare una maggiore concentrazione di promiscui tra gli uomini ma su questo il Professor Wlodarski ritiene che bisognerà indagare ulteriormente per confermare dei risultati ancora preliminari: anche perché è spontaneo osservare che tali risultati sarebbero da mettere in relazione a influenze decisamente culturali e molto poco biologiche.

Per quanto riguarda gli uomini il confronto tra le mani e i questionari farebbero emergere che il gruppo caratterizzato da un anulare decisamente più lungo dell’indice sarebbe più propenso ad avere diversi partner sessuali. L’altro gruppo, in cui secondo e quarto dito avrebbero una lunghezza similare, conterebbe uomini inclini ad avere relazioni monogame a lungo termine.

No, non basta un anulare più lungo per essere un traditore

«Questa ricerca suggerisce che potrebbero esserci due tipi di individui distinti per ciascun sesso che utilizzano differenti strategie di riproduzione. Da una parte, uomini e donne che preferiscono dare vita a legami statici e il più duraturi possibile; dall’altra, quelli che sentono un inarrestabile istinto di allontanamento dopo aver iniziato una relazione sessuale» sostiene Wlodarski. Considerazione molto interessante anche se ci vuole una certa cautela nel sostenere che la lunghezza dell'anulare sia direttamente collegata alla fedeltà: e gli stessi autori del lavoro lo sanno bene.

«Importante è sottolineare che queste differenze sono in verità molto sottili e visibili soltanto nel momento in cui guardiamo ad ampi gruppi di persone: non possiamo realmente dire chi sarà più  o meno fedele sulla base delle sue dita. Il comportamento umano è influenzato da troppi fattori, come l’ambiente o le differenti esperienze di vita e quello che accade all'interno del grembo materno può giocare un ruolo soltanto secondario su qualcosa di complesso come una relazione sessuale», conclude saggiamente il professor Robin Dunbar.