Lo stress farebbe rimpicciolire il cervello, lo smog danneggerebbe la memoria: sembra che per il cervello, di questi tempi, non ci sia proprio più scampo.

I tempi moderni, si sa, per certi aspetti non sono per niente facili: certo, i progressi, il benessere e numerose comodità, alcune delle quali impensabili fino a poche decine di anni fa, hanno sensibilmente migliorato le esistenze degli individui, anche se, purtroppo, bisogna sempre ricordare che questo assunto vale solo per la nostra parte di mondo. Tuttavia, a quanto ci dicono piuttosto di frequente ricercatori di ogni tipo, paghiamo, non di rado, sulla nostra stessa pelle i danni collaterali di questo sviluppo.

Uno sviluppo che è stato anche per certi aspetti molto rapido e che, dunque, non ha dato al nostro corpo e al nostro cervello, la possibilità di adeguarsi alle "nuove direttive" del mondo esterno. Woody Allen sosteneva, in un suo vecchio film, che tutto quello che faceva bene un tempo, attualmente faceva male «Come il sole, la carne, il latte, l'università»: ebbene, se davvero è così, un ruolo non indifferente in questo processo di trasformazione ce lo ha avuto l'inquinamento.

Il problema è che, adesso, quello che sostengono gli scienziati, praticamente all'unanimità, è che lo smog danneggerebbe non solo i nostri organismi ma anche i nostri cervelli, andando a colpire quella zona denominata ippocampo, detta così per la sua forma che ricorda un cavalluccio marino, che è collegata alle funzioni riguardanti la memoria a lungo termine. L'esposizione all'inquinamento influirebbe, dunque, su una funzione fondamentale della nostra mente, giocando quindi un ruolo significativo nello sviluppo di ansie e depressioni e, soprattutto, nei ritardi dell'apprendimento e nei problemi della memoria; senza contare che esiste una correlazione diretta tra alcune forme di emicrania e lo smog.

Chi vive, dunque, in grandi metropoli corre rischi preoccupanti: rischi che, uniti allo stress, altro grande protagonista della vita cittadina, delineano un quadro assai preoccupante per il futuro dell'umanita; almeno per quella urbanizzata. Un prolungato periodo di stress, infatti, risulterebbe avere conseguenze nefaste proprio sulle dimensioni del cervello che ne uscirebbe rimpicciolito: ancora una volta, l'ippocampo sarebbe la parte a venire danneggiata.

In realtà, lo studio dei ricercatori statunitensi dell'Albert Einstein College of Medicine di New York, avrebbe rilevato questo dato su soggetti affetti da sindrome da stress post traumatico, come veterani di guerra o dirigenti di Wall Street dopo l'attacco alle Twin Towers e il campione esaminato, per loro stessa ammissione, risulterebbe ancora limitato. Cionondimeno, la notizia che i corticosteroidi, ormoni dello stress, sarebbero addirittura tossici per la nostra mente, certamente non è rassicurante per nessuno di noi.