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Non ci si aspetti un bel mantello sul genere di quello di Harry Potter e dei suoi giovani amici, ma qualche mese fa un articolo pubblicato sul National Geographic scriveva della prossima realizzazione di uno strumento capace di conferire invisibilità. Si trattava del frutto degli studi e degli esperimenti dei ricercatori del Massachusetts Institute of Technology e del Singapore-MIT Alliance for Research and Technology che grazie a dei cristalli di calcite, materiale assai diffuso e dunque non particolarmente costoso, avevano trovato il modo per nascondere dei piccoli oggetti in condizioni di buona illuminazione.

Le onde luminose che entrano all'interno di un pezzo di calcite subiscono numerosissime rifrazioni: per questo motivo agli scienziati è venuto in mente di unire due pezzi di cristallo ad angolo, facendo in modo che la luce ne risulti deviata, aggirando così un oggetto che verrebbe posto nel solco creatosi a forma di cuneo. Ciò che si troverebbe, dunque, nell'area compresa tra i due cristalli non risulterebbe più visibile all'osservatore esterno.

Ma si badi di non cantare troppo presto vittoria: ricerche di questo genere richiedono tempo, dedizione e studio, quindi, a ben vedere, non ci si stupisca se questa che sembra una scoperta strabiliante, in realtà, è ancora ben lungi dall'essere un sistema di occultamento perfettamente funzionale. In primo luogo la luce suggerita affinché il cristallo compia la sua opera è quella verde, il che limita di molto le capacità del presunto "mantello dell'invisibilità"; inoltre la sparizione sotto gli occhi dell'oggetto ha luogo solo guardando in una certa direzione: cambiando angolazione, infatti, lo vedremmo riapparire. Infine, per il momento, solo piccolissime cose rientrano nel cuneo che le rende non visibili: ma su questo gli studiosi hanno risposto ritenendo che a cristalli più grandi potranno corrispondere oggetti nascosti di maggiori dimensioni.

Per questo motivo la ricerca dell'invisibilità, il miraggio di fantasiosi scrittori, oltre che di fisici, va avanti, seguendo, questa volta le tracce delle fibre ottiche, nel tentativo di giungere finalmente ad un risultato soddisfacente. All'Imperial College di Londra si sta studiando, questa volta, non per deviare la traiettoria della luce ma per realizzare un materiale che ne rallenti la velocità: in questo modo alcune intere sequenze di eventi, non più un semplice oggetto, non sarebbero più visibili, giacché la luce cesserebbe di illuminare laddove il materiale "rallentante" si troverebbe.

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Per il momento solo la fibra ottica è in grado di modificare di pochi punto percentuale la velocità di un segnale luminoso: dunque con un fascio di energia estremamente intenso sarebbe possibile nascondere allo sguardo non la fibra ottica ma tutto quello che accade dentro di essa. Certo, sarebbe necessario, per ottenere tale risultato, in realtà, ricorrere ad una luce laser di potenza immensa, esperimento che andrebbe fatto in laboratori molto particolari; e le quantità di fibra di cui servirsi sarebbero considerevoli. Per adesso, però la ricerca va avanti, ci si inizia a muovere e chissà che un giorno la fantascienza, ancora una volta, non si ritrovi a coincidere con la realtà. (fonte Nationalgeographic)