L'istoplasmosi è un'infezione causata da funghi che crescono abitualmente nelle grotte e nelle caverne, dove trovano terreno fertile grazie ai depositi di escrementi di pipistrelli, uccelli e roditori. La malattia è causata principalmente dalla specie Histoplasma capsulatum, benché in Africa le infezioni possano essere contratte anche a causa della specie affine Histoplasma duboisii. Nella maggior parte dei casi si tratta di una patologia asintomatica o comunque con sintomi paragonabili a quelli di una comune influenza, mentre in altri può essere paragonabile a una polmonite. Nei soggetti immunodepressi, tuttavia, può evolvere in modo drammatico, producendo la distruzione del tessuto polmonare fino a causare la morte per insufficienza respiratoria. Ecco tutto quello che c'è da sapere su questa malattia, che potrebbe aver colpito i giovani calciatori thailandesi rimasti per quasi tre settimane bloccati in una grotta.

Cos'è la istoplasmosi

L'istoplasmosi è una malattia infettiva causata da due funghi del genere Histoplasma, nella maggior parte dei casi H. capsulatum, scoperto nel 1905. Si tratta di un fungo dimorfico, cioè che possiede la capacità di esprimersi in una doppia forma in base alle condizioni ambientali. Nel caso della specie responsabile della malattia, quando vengono inalate particelle di terreno contaminate dalle spore (conidi) esso si presenta sotto forma filamentosa, ma si comporta come un lievito una volta penetrato nell'organismo dell'ospite, in particolar modo dopo essere stato aggredito dai macrofagi. All'inizio del XX secolo la malattia era confusa con la tubercolosi a causa della somiglianza di alcuni sintomi; è stata identificata solo nel 1930.

I sintomi dell'istoplasmosi

Poiché il fungo aggredisce primariamente i polmoni, i primi sintomi, quando presenti, sono a carico proprio dell'apparato respiratorio. Tra essi vi sono dolore al petto, dispnea e ipossia, che possono essere accompagnati da febbre, sudorazione, mal di testa, stato confusionale, ingrossamento dei linfonodi, formazione di noduli, perdita di peso e altri sintomi in base alla gravità dell'infezione. Quando non è asintomatica, l'istoplasmosi si presenta in tre forme diverse.

Le tre forme dell'istoplasmosi

La patologia può presentarsi in tre forme: istoplasmosi polmonare acuta, istoplasmosi polmonare cronica e istoplasmosi disseminata

  • Istoplasmosi polmonare acuta: in alcuni pazienti l'infezione fungina può scatenare una polmonite con mal di testa, dolori al petto, febbre, tosse e malessere generale. Generalmente passa in una settimana e non servono trattamenti antimicotici, tuttavia se i sintomi persistono per più settimane si può intervenire direttamente contro il fungo. Nelle persone immunodepresse la patologia può essere letale.
  • Istoplasmosi polmonare cronica: la forma cronica dell'istoplasmosi determina pericolose lesioni al tessuto polmonare con formazione di noduli, che possono portare al decesso del paziente per insufficienza respiratoria. Si registra un peggioramento dei sintomi respiratori.
  • Istoplasmosi disseminata: la forma più grave è quella disseminata poiché il fungo riesce a diffondersi all'interno dell'organismo attraverso il sangue. È rara, interessa principalmente i soggetti immunodepressi ed è quasi sempre fatale. Può determinare carenza di globuli bianchi (leucopenia), carenza di globuli rossi (anemia), febbre alta, ingrossamento di fegato e linfonodi, ipotensione, meningiti, encefalite (infezione del cervello) e danni al midollo osseo.

Diagnosi e cura

La patologia viene diagnosticata grazie all'analisi dell'espettorato con test per la ricerca dell'antigene, radiografie del torace, esami del sangue e delle urine. I lieviti in determinati pazienti – come quelli malati di AIDS – possono essere visibili a un esame microscopico. I pazienti con la forma acuta, se la patologia non passa dopo un certo periodo di tempo viene trattata con itraconazolo o ketoconazolo. Lo stesso trattamento è riservato ai pazienti con la forma cronica, ma per i casi più gravi e per i pazienti che non tollerano il farmaco la terapia prevede altri antifungini azolici o l'amfotericina B. Quest'ultima è alla base del trattamento dei pazienti con la grave forma disseminata.