Rapidità e massima precisione dei test per diagnosticare l'infezione da coronavirus SARS-CoV-2 sono due parametri fondamentali, ma che difficilmente vanno a braccetto. Un nuovo test in sviluppo, tuttavia, promette di combinare l'efficacia dei migliori kit diagnostici con una velocità sensibilmente superiore a quella dei cosiddetti tamponi rapidi. Com'è noto il test più efficace in assoluto dopo un tampone oro-rinofaringeo è la RT-PCR (reazione a catena della polimerasi inversa), un'analisi molecolare che amplifica l'RNA virale presente nel campione biologico estratto dal paziente e che richiede sofisticata strumentazione di laboratorio, in particolar modo per raggiungere le alte temperature alla base del processo. Per ottenere i risultati di un test del genere, ad esempio dopo essere passati al drive-in, a causa di questioni logistiche possono volerci anche 48 ore. I test rapidi antigenici che vanno a caccia delle proteine superficiali del virus e non del suo genoma, d'altro canto, danno una risposta in tempi decisamente più rapidi (tra i 15 e i 30 minuti), ma non si tratta di veri test diagnostici in ambito clinico – a differenza della RT-PCR – e sono considerati meno precisi, con un rischio maggiore di falsi positivinegativi. Non è un caso che chi risulta positivo al tampone rapido deve poi sottoporsi a quello classico. Ora, grazie a un nuovo test ultrarapido in sperimentazione, sarà possibile ottenere un responso in meno di 5 minuti e con la medesima precisione dell'RT-PCR, grazie alla raffinata tecnologia su cui si basa.

A mettere a punto il nuovo kit diagnostico è stato un team di ricerca interdisciplinare dell'Università di Birmingham, composto da esperti della Scuola di Scienze Biologiche, della Scuola di Chimica e dell'Istituto sul Cancro e le Scienze Genomiche. La ricerca sul test – finanziata dal Midlands Integrative Biosciences Training Partnership (MIBTP) – è stata condotta grazie a campioni di RNA virale estratti dai pazienti e forniti dalla Public Health England. Il kit si basa sulla tecnologia EXPAR (Exponential Amplification Reaction) in grado di accorciare i tempi e ridurre a una sola fase le due necessarie per la RT-PCR. Nel test molecolare, infatti, nella prima fase avviene la conversione dell'RNA in DNA, mentre nella seconda si effettua l'amplificazione del materiale genetico numerose volte, come indicato in un comunicato stampa dell'ateneo britannico. Grazie alla tecnica EXPAR vengono utilizzati “filamenti molto brevi e singoli di DNA per il processo di replicazione, che può essere completato in pochi minuti, riducendo in modo significativo il tempo complessivo necessario per ottenere risultati”. L'intera procedura per dare la caccia al materiale genetico del SARS-CoV-2 può essere eseguita su strumentazione di laboratorio standard e a temperature sensibilmente inferiori della RT-PCR, che necessita di calore elevato “per separare i filamenti di DNA come parte del processo di amplificazione”. La procedura è dunque in grado di dare un responso in tempi rapidissimi e con la massima efficacia diagnostica.

Grazie ad appositi kit in progettazione, come specificato dal professor Tim Dafforn, un test di questo tipo potrà essere sfruttato all'ingresso di centri commerciali, aeroporti, stazioni e altri luoghi pubblici al fine di ottenere risultati rapidissimi e con la massima precisione, con la certezza di garantire l'accesso alle persone libere dal coronavirus SARS-CoV-2. “. “La tecnica EXPAR è stata provata e testata per diversi anni, ma siamo stati in grado di applicarla in un nuovo modo per rilevare la COVID-19. Si tratta di un approccio estremamente promettente per lo sviluppo di un rapido e accurato test che potrebbe aumentare la capacità di test NHS (il sistema sanitario britannico ndr) fino a cinque volte”, ha dichiarato il professor Jim Tucker. Il nuovo test è stato descritto nell'articolo “Sub-5-minute Detection of SARS-CoV-2 RNA using a Reverse Transcriptase-Free Exponential Amplification Reaction, RTF-EXPAR”, consultabile sul database online MedrXiv e in attesa di revisione fra pari per la pubblicazione su una rivista scientifica.