Sabato 20 giugno in una città della Siberia posta oltre il Circolo Polare Artico è stata toccata la sorprendente temperatura di 38° C. Si tratta di un valore altissimo, di ben 18° C superiore rispetto alla media del periodo per la zona, oltre che primato assoluto da quando viene tenuta traccia delle temperature. Il caldo anomalo sarebbe legato al riscaldamento globale catalizzato dai cambiamenti climatici, principalmente dovuti alle attività antropiche (in primis l'emissione in atmosfera di gas a effetto serra, come l'anidride carbonica). In parole semplici, la Siberia in fiamme (e non solo metaforicamente) è solo colpa nostra.

A rendere ancor più impressionate il record, il fatto che ad essere coinvolta è la città di Verchojansk. Sita nella Repubblica autonoma della Sacha-Jacuzia a 67.55° di latitudine Nord, è considerata una delle terre più fredde in assoluto abitate dall'uomo (è più a nord della gelida Fairbanks, in Alaska). Qui, infatti, si ritiene sia stata raggiunta la temperatura estrema di – 67,6° C (alcune fonti citano picchi ancora più bassi), tanto da aver conquistato il primo posto sul Guinnes dei Primati. Poiché il precedente record di caldo è stato di 37,6° C (risalente all'estate del 1988), ciò significa che in questa parte della Siberia l'escursione termica può addirittura superare i 100° C. Valori quasi da mondi “alieni”.

Ad annunciare la temperatura di 38° C a Verchojansk è stato il World Climate Service, tuttavia, come sottolineato dal New York Post, il dato arriva dal servizio internet che aggrega dati meteorologici russi “Pogoda i Klimat”. Si tratta dunque di un dato preliminare che deve ancora essere confermato dalle massime autorità internazionali, pertanto deve essere preso col beneficio del dubbio, in attesa di una conferma più autorevole. Ciò nonostante, per tutta l'estate sono state registrate temperature anomale in Siberia, a causa delle quali hanno avuto origine incendi devastanti. Nella sola Repubblica di Sacha-Jacuzia, secondo l'agenzia governativa “Avialesokhrana” deputata al controllo degli incendi boschivi, più di 275.000 ettari sono andati in fumo a causa dei roghi. L'inverno 2019-2020, del resto, è stato il più caldo di sempre.

Dalle immagini satellitari della Siberia si possono osservare i diffusi pennacchi di fumo nella zona a Est di Verchojansk, che si trova a circa 4.500 chilometri da Mosca. La situazione appare drammatica e al momento non sembrano esserci miglioramenti all'orizzonte. Per almeno altre due settimane, infatti, al di sopra del Circolo Polare Artico (parallelo posto a 66°33'39" di latitudine nord) le temperature continueranno ad essere estreme, con varie località con picchi superiori ai 30° C, circa 20° C in più rispetto alla media della stagione. E l'estate è appena iniziata.