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Era il 15 settembre del 1971 quando un gruppo di dodici volontari a bordo di un vecchio peschereccio, chiamato Phyllis Cormack salpava dalla baia di Vancouver, partendo alla volta di Amchitka, isoletta del Pacifico settentrionale in cui era imminente un test nucleare sotterraneo, ad opera degli Stati Uniti: così iniziava l'avventura di Greenpeace. Che, a dirla tutta, non ebbe proprio un esordio dei migliori, se si considera che, tra discussioni e mare agitato, la rotta persa e, alla fine, il blocco da parte della Guardia Costiera, gli attivisti non riuscirono nel loro scopo di fermare il test che portò all'esplosione della bomba il 6 novembre.

Tuttavia, se oggi Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia, può soffermarsi a raccontare, attraverso gli eventi più significativi, la storia dei quarant'anni dell'organizzazione, questo significa che, a dispetto delle difficoltà iniziali incontrate, gli attivisti di questa organizzazione non si sono lasciati abbattere, anzi hanno portato avanti le loro battaglie con forza di volontà, spirito di iniziativa e consapevolezza dell'importanza della missione da loro compiuta.

Già a cominciare da quella prima azione che richiamò l'attenzione dei mezzi d'informazione nordamericani, portando, così all'abbandono dell'isola per i test nucleari. Gli anni successivi furono quelli delle dure battaglie per far fermare gli esperimenti nucleari del governo francese a Mururoa, atollo corallino situato in Polinesia, nell'Oceano pacifico; i test atmosferici cessarono nel 1975, dopo momenti di dura tensione drammatica che videro l'esercito francese scontrarsi contro gli attivisti, ferendo gravemente David Mc Taggart , impegnato sul fronte da anni, paladino dei diritti di questa Terra, scomparso un decennio fa.

Ma i volontari non avevano intenzione di arrendersi, così come il governo francese: nel 1985 la nave Rainbow Warrior I, ormeggiata nel porto di Auckland in Nuova Zelanda e pronta a salpare per Mururoa per protestare contro i test atomici di profondità che continuavano ad essere effettuati, venne distrutta da due esplosioni. I responsabili del duro sabotaggio, in cui perse la vita il fotografo Fernando Pereira, erano gli uomini dei servizi segreti francesi, come si venne a sapere in seguito. La battaglia contro il nucleare è sempre andata avanti, nonostante avversità ed ostacoli; anche in occasione del Referendum in Italia del 13 e 14 giugno, Greenpeace  ha fatto sentire la propria voce.

Greenpeace, tuttavia, non è stato solo questo: da anni è impegnata su numerosi fronti, portando dei risultati che hanno migliorato la vita di tutti noi, troppo spesso, purtroppo, a nostra insaputa. Basti pensare, ad esempio, alla legge che, prima in Europa e poi negli Stati Uniti, mise al bando d'urgenza i giocattoli per bambini contenenti PVC o alla Convenzione di Londra che, nel 1993, vietò permanentemente lo scarico di rifiuti radioattivi ed industriali a mare, o a tutte le norme volte a tutelare la fascia di ozono per il nostro benessere, prima di tutto. Greenpeace da anni è una voce importante ed una forza considerevole: nonostante la piega che sta prendendo questo mondo, è stata sempre in azione, contro la caccia alle balene o la contaminazione da OGM: quindi le facciamo tanti auguri, con fiducia per un futuro che sia davvero più verde, in cui ancora tante battaglie possano essere portate avanti con passione e vinte.