Il lanciatore a razzo Falcon-9 dell'azienda aerospaziale privata SpaceX, coinvolta dalla NASA nella missione CRS-10, è decollato con successo alle 9:39 di ieri dal celebre Pad 39A (Kennedy Space Center Launch Complex 39) di Cape Canaveral, in Florida. La piattaforma utilizzata è la stessa dalla quale partirono le missioni Apollo, quelle che portarono dodici astronauti sulla Luna; era in disuso dall'8 luglio 2011, ovvero da quando vi decollò lo Space Shuttle Atlantis per la missione STS-135, l'ultima del programma Space Shuttle prima della chiusura.

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La nuova missione, realizzata per rifornire la Stazione Spaziale Internazionale, è stata un completo successo soprattutto per la SpaceX di Elon Musk, il cofondatore di PayPal e CEO di Tesla Motors. Il primo stadio del Falcon-9 è infatti regolarmente tornato a terra nella SpaceX Landing Zone 1 (LZ-1) della Air Force Station di Cape Canaveral, ad appena otto minuti dal decollo. Tra missioni e test – otto in tutto – nei quali è stato recuperato il primo stadio del Falcon-9, così chiamato per i nove motori proprio del primo modulo, questa è stata la terza volta che è avvenuto un atterraggio di questo tipo; nelle altre sono state sempre privilegiate le piattaforme oceaniche.

L'unico intoppo della missione è stato il rinvio del giorno prima, avvenuto a 13 secondi dal lancio, quando è stato segnalato un piccolo problema a uno degli augelli, che non avrebbe comunque provocato danni.

 

Il vettore giungerà a destinazione mercoledì 22 febbraio, quando aggancerà alla Stazione Spaziale Internazionale il modulo “Dragon”, una capsula orbitale da trasporto che consegnerà più di 2,5 tonnellate di cibo, materiale scientifico e strumentazione agli astronauti a bordo, ai quali presto si aggiungerà anche l'italiano Paolo Nespoli. Tra gli strumenti a bordo, un sofisticato sistema di navigazione autonoma sperimentale, i cui test serviranno per le future missioni spaziali verso Marte, il principale obiettivo di SpaceX da quando fu fondata da Elon Musk nel 2012.

[Foto di SpaceX]