Gli squali balena (Rhincodon typus), i più grandi pesci della Terra, si radunano a decine – talvolta a centinaia – in pochi punti degli oceani a causa della loro specifica profondità, o più tecnicamente delle loro caratteristiche batimetriche. A svelare questo mistero, uno dei tanti che circonda la vita di questi maestosi animali, un team di ricerca britannico composto da biologi marini dell'Università si Salford (Manchester) e dell'Università di York, impegnati nel Maldives Whale Shark Research Programme.

Gli studiosi, coordinati dai professori Joshua P. Copping e Bryce D. Stewart, hanno innanzitutto indicato che questi luogni – se ne conoscono una ventina – possiedono tutti una morfologia simile, caratterizzata da acque basse che all'improvviso ‘sprofondano' in ripidissimi pendii, dove si arriva immediatamente a profondità comprese tra i 200 e i 650 metri. Copping e colleghi hanno individuato tre distinte ragioni in grado di spiegare efficacemente come mai gli squali balena apprezzano così tanto questi luoghi di aggregazione.

  • L'alimentazione in acque profonde è il primo motivo. Questi pesci, infatti, normalmente prediligono nutrirsi nell'oscurità degli abissi, in acque fredde dove trovano abbondanti concentrazioni di zooplancton e calamari che catturano per filtrazione, mantenendo le loro enormi fauci spalancate. Gli squali balena, infatti, non sono predatori attivi come i mako o gli squali bianchi.
  • La seconda ragione risiede nei ripidi pendii sottomarini, che spingono ingenti quantità di zooplancton in superficie attirando numerose specie di animali filtratori. Gli squali balena, dunque, sarebbero attratti dalle elevate concentrazioni di prede in superficie, che sfruttano quando decidono di non immergersi.
  • La terza ragione è legata alle acque basse, che permettono agli squali balena di recuperare velocemente il calore dopo le immersioni nelle acque profonde, dove l'acqua può arrivare a 4° centigradi di temperatura. Inoltre va considerato che in queste acque possono cibarsi delle larve di coralli e pesci di barriera, che vengono rilasciate in grandissime quantità.

Conoscere i motivi che spingono questi pesci maestosi a radunarsi in pochi punti del pianeta può aiutare i biologi marini a proteggerli; del resto si tratta di una specie in pericolo di estinzione (codice EN nella Lista Rossa IUCN). Ma i misteri sulla loro vita sono ancora molti; ad esempio, gli esemplari trovati in questi ambienti costieri sono prevalentemente maschi giovani lunghi circa 5 metri, mentre in una riserva marina delle Galapagos nel 90 percento dei casi vengono avvistate femmine incinte. Gli studiosi vogliono capire se gli squali balena si spostano tra un luogo di aggregazione e l'altro, anche per scoprire qualcosa in più sul loro misterioso ciclo riproduttivo. I dettagli dell'affascinante ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica PeerJ – Life & Environment.

[Credit: Skeeze]