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Un team di ricerca composto da microbiologi di tre distinti atenei, le università di Leeds, Helsinki e York, ha svelato con uno studio il segreto genetico che si cela dietro il meccanismo di replicazione nel criptico virus del raffreddore, a sua volta uno dei sintomi dell'influenza; ciò, in base a quanto rivelato dagli stessi studiosi, permetterà entro una decina di anni di creare un farmaco antivirale in grado di sconfiggere l'infezione più comune e diffusa al mondo. Curiosamente, benché il raffreddore colpisca oltre due miliardi di persone ogni anno, talvolta anche più volte nell'arco dei 365 giorni, si tratta ancora oggi di una patologia con diversi lati oscuri, per la quale non è disponibile una vera e propria cura, ovvero un farmaco in grado di ridurre la durata dell'infezione. Generalmente si tratta di un malanno con scarso impatto sulla salute dei pazienti, tuttavia esso può sfociare in condizioni più serie quali asma nei soggetti sensibili, polmoniti e problemi alle orecchie.

Il team di ricerca, coordinato dal professor Reidun Twarock, matematico e biologo presso il Centre for Complex Systems Analysis dell'Università di York, ha scovato il ‘codice segreto' nel genoma del Parechovirus umano, uno dei virus appartenenti alla famiglia dei ceppi cui sono legati, oltre al raffreddore, anche la poliomielite ed altre patologie virali. In parole semplici, gli studiosi hanno capito che il meccanismo di replicazione non viene regolato da un singolo, specifico tratto del genoma, ma in più punti di esso, che si attivano all'unisono. Tale meccanismo è identico in tutti i ceppi virali di questa famiglia. Il codice segreto, chiamato ironicamente “Codice Enigma”, ispirandosi alla famosa macchina utilizzata dai nazisti per cifrare e decifrare i messaggi, secondo gli studiosi funziona come gli ingranaggi di un orologio; sarà sufficiente realizzare un farmaco a bersaglio genetico in grado di incepparli.

Il tempo stimato è di circa dieci anni, e il team di Twarock è già in contatto con alcune case farmaceutiche per mettere a punto una terapia universale in grado di guarire il raffreddore in tutte le sue varianti, agendo in maniera più ampia rispetto a un potenziale vaccino. Tra i benefici vi sarebbe anche quello di ridurre il rischio di resistenza ai farmaci, uno dei problemi maggiori nella lotta a virus e batteri. I dettagli dello studio sono stati pubblicati su Nature Communications.

[Foto di Mojpe]