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L'abitudine di andare a dormire prestissimo (prima delle 21:00) e svegliarsi all'alba o prima non solo è più comune di quanto si pensasse, interessando una persona ogni 300, ma sarebbe legata all'azione di specifici geni che regolano il nostro orologio biologico. Si tratta di una condizione totalmente distinta dal risveglio precoce che si determina con l'invecchiamento e da quello legato a disturbi mentali come la depressione. A descrivere la cosiddetta “fase avanzata del sonno” (ASP) è stato un team di ricerca americano guidato da scienziati dell'Università della California di San Francisco, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Dipartimento di Psicologia dell'Università dello Utah e della Scuola di Medicina e Salute Pubblica presso l'Università del Wisconsin-Madison.

La ricerca. Gli scienziati, coordinati dal professor Louis J. Ptáček, specialista di Medicina del sonno presso il Dipartimento di Neurologia dell'ateneo californiano, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver analizzato i dati di oltre 2.400 pazienti di una clinica specializzata in disturbi del sonno. Dopo aver condotto analisi su livelli di melatonina – il cosiddetto ormone del sonno -, onde cerebrali, frequenza cardiaca, respirazione e numerosi altri parametri, hanno identificato dodici pazienti compatibili con la condizione della fase avanzata del sonno. Fra gli otto che si sono sottoposti ad ulteriori indagini in due hanno identificato le mutazioni genetiche responsabili dell'ASP. Chi le possiede, in parole semplici, ha un ritmo circadiano alterato e il suo organismo inizia a produrre la melatonina già nel pomeriggio, favorendo il sonno al calar della sera. Pur non avendo alcun problema ad alzarsi alle 04:00/05:00 e affrontare la propria giornata, chi ha questa condizione non gode di una vita sociale molto attiva, poiché perde sistematicamente quasi tutti gli eventi serali.

Recupero lampo. A differenza di chi ha un ritmo biologico tipico, chi è “programmato” per andare a dormire e alzarsi prestissimo ha anche bisogno di pochissimo sonno extra nel weekend per recuperare. Bastano 5/10 minuti in più di sonno, rispetto alla media di 40 per chi ha un orologio biologico standard. Il fattore genetico della fase avanzata del sonno è evidenziato anche dal fatto che gli otto pazienti compatibili con l'ASP avevano tutti un parente con la medesima abitudine "da allodola", benché secondo Ptáček e colleghi queste mutazioni possano sorgere anche spontaneamente nei figli, senza che siano presenti in genitori e fratelli. “Speriamo che i risultati di questo studio non solo aumentino la consapevolezza della fase del sonno avanzata e della fase del sonno avanzata familiare, ma che possano aiutare anche a identificare i geni dell'orologio biologico e le eventuali condizioni mediche che possono influenzare”, ha dichiarato l'autore principale dello studio. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata SLEEP.