Nei trucchi usati, e in particolar modo nelle spugnette, possono annidarsi batteri resistenti agli antibiotici potenzialmente molto pericolosi per la salute, come l'Escherichia coli e lo stafilococco aureo (Staphylococcus aureus). Lo hanno dimostrato due scienziati della Scuola di Scienze della Vita e della Salute presso l'Università Aston di Birmingham, Regno Unito. Il rischio di contaminazione da parte dei superbatteri è legato al cattivo utilizzo dei prodotti, che oltre ad essere usati spessissimo dopo la data di scadenza – che non è messa lì per bellezza – non vengono mai o quasi mai lavati, puliti e conservati come si dovrebbe.

Per comprendere il potenziale rischio di infezione dei cosmetici i due scienziati Amreen Bashir e P. Lambert dell'ateneo britannico hanno analizzato il livello di contaminazione di cinque dei più utilizzati: lucidalabbra; eyeliner; mascara; rossetto e spugnette, in particolar modo i cosiddetti “beauty blenders” a forma di uovo, molto apprezzati poiché in grado di garantire un'applicazione uniforme del make-up sul viso. Tutti i prodotti erano usati e sono stati donati da volontari per permettere la ricerca. Le analisi in laboratorio sono state condotte mediante coltura microbica e successiva identificazione dei microorganismi patogeni.

I risultati hanno fatto emergere uno scenario piuttosto preoccupante. I prodotti col maggior livello di contaminazione erano quelli che contenevano più acqua, ma i peggiori in assoluto sono risultati proprio i beauty blenders a forma di uovo, nei quali è stato registrato un elevatissimo tasso di funghi. Dei circa 500 prodotti analizzati, dal 70 al 90 percento era contaminato da batteri. Tra i microorganismi rilevati vi sono i già citati Escherichia coli e stafilococco aureo, ma anche il Citrobacter freundii. Sono tutti cosiddetti “superbatteri”, cioè batteri resistenti agli antibiotici in grado di scatenare infezioni potenzialmente letali.

Per comprendere le ragioni di un simile tasso di contaminazione, Bashir e il collega hanno sottoposto un questionario ai donatori dei prodotti per capire come venivano utilizzati e conservati. Ebbene, spessissimo non venivano rispettate le date di scadenza (evidentemente considerate meno importanti di quelle degli alimenti), ma soprattutto i prodotti non venivano mai o quasi mai puliti, lavati e asciugati, trasformandoli di fatto in un ambiente ideale per la proliferazione microbica. I trucchi venivano utilizzati tranquillamente anche dopo cadute accidentali sul pavimento. Gli scienziati hanno comunque sottolineato che le case produttrici dei cosmetici dovrebbero fare di più per avvisare i clienti dell'importanza di una corretta pulizia (fornendo le adeguate linee guida) e della data di scadenza, relativa ai conservanti necessari a tenere a bada la proliferazione batterica. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Journal of Applied Microbiology.