3 Maggio 2017
16:06

Superate le 410 ppm, aria irrespirabile: record negativo per le concentrazioni di CO2

Dopo il superamento della soglia psicologica delle 400 ppm avvenuto a settembre 2016, l’anidride carbonica ha raggiunto le 412 ppm lo scorso 26 aprile. Il dato riflette la cattiva qualità dell’aria e l’impatto sul riscaldamento globale, catalizzato dai gas serra.
A cura di Andrea Centini

Lo scorso 26 aprile è stata registrata la più elevata concentrazione di anidride carbonica nell'atmosfera della storia. I sensori dell'Osservatorio di Mauna Loa alle Hawaii hanno infatti rilevato un valore di ben 412 ppm (parti per milione). Si tratta di un dato estremamente negativo che sottolinea per l'ennesima volta la cattiva qualità dell'aria che stiamo respirando, sempre più inquinata e dannosa per la nostra salute. Non vanno inoltre dimenticati gli effetti drammatici dei cambiamenti climatici e del riscaldamento globale, catalizzato proprio dall'anidride carbonica, che rappresenta il principale dei gas serra.

Dopo il superamento della soglia psicologica dei 400 ppm, avvenuto nel settembre del 2016, era solo questione di tempo prima che si andasse oltre anche ai 410. Gli esperti del Met Office (UKMO), il servizio meteorologico nazionale del Regno Unito, avevano predetto che il nuovo record sarebbe stato raggiunto nel mese di maggio, ma sono stati anticipati di qualche giorno. L'aspetto più preoccupante è che da quando è stata superata la soglia dei 400 ppm non si è più tornati indietro, e secondo gli studiosi la situazione rimarrà tale per generazioni, a meno che non si riduca del 50 percento l'immissione di anidride carbonica dell'atmosfera. Il fenomeno, secondo il paleontologo Gavin Foster dell'Università di Southampton, sta portando a un cambiamento climatico nell'arco di mezzo secolo che non si è visto nemmeno in cinquanta milioni di anni.

I dati, costantemente monitorati dal National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) – l'agenzia federale statunitense che si occupa di meteorologia – e dallo Scripps Institution of Oceanography di La Jolla, mostrano segnali evidenti che tutti i record di temperature registrati nel 2016, l'anno più caldo della storia, potrebbero essere superati nel 2017. Se non verrà dato seguito all'Accordo sul clima firmato a Parigi nel 2015, che vede in 2° centigradi l'obiettivo dell'aumento medio delle temperature, molto presto avremo a che fare con gravi ondate di siccità, inondazioni devastanti e migrazioni di massa.

[Foto di KarinKarin]

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