Credit: qimono
in foto: Credit: qimono

I pazienti cardiopatici spesso assumono farmaci anticoagulanti per ridurre le probabilità di sviluppare infarto e ictus, ma si espongono al pericolo di emorragie potenzialmente letali; ora è stata dimostrata la grande efficacia offerta dell'andexanet alfa, un “super farmaco” in grado di invertire repentinamente gli effetti dei medicinali anticoagulanti e dunque di salvare la vita ai pazienti colpiti da un sanguinamento improvviso. Il farmaco era stato recentemente approvato dalla Food and Drug Administration (FDA), l'ente governativo americano che si occupa della regolamentazione di medicinali, terapie sperimentali e alimenti.

La ricerca. Gli scienziati della Scuola di Medicina “Seton Dell” presso lo Stroke Institute di Austin, Texas, per verificare l'efficacia ‘sul campo' dell'andexanet alfa hanno seguito i casi di oltre 350 pazienti che assumevano anticoagulanti, tutti ricoverati d'urgenza in ospedale in seguito a un'improvvisa emorragia cerebrale o gastrointestinale. I pazienti coinvolti avevano un'età media di 77 anni ed erano in leggera maggioranza maschi (53 percento). Dall'analisi statistica dei dati è emerso che a 12 ore della somministrazione dell'agente di inversione, l'arresto dell'emorragia (o comunque una buona emostasi) si è verificata nell'81,7 percento dei pazienti. Si tratta di un dato significativo che attesta la notevole efficacia del farmaco.

Come agisce. L'andexanet alfa tecnicamente è un un farmaco antidoto per i cosiddetti “inibitori del fattore Xa”, anticoagulanti orali alla stregua di rivaroxaban, apixaban, edoxaban. Sono tutti medicinali che, come indicato, vengono assunti dai pazienti a rischio cardiovascolare per ridurre le probabilità di sviluppare infarto e ictus. In parole semplici andexanet alfa si lega alle molecole di questi farmaci e riesce a bloccarne l'azione fluidificante, di conseguenza protegge alle emorragie. Gli autori della ricerca, coordinati dal professor Truman J. Milling, hanno affermato che super farmaco è l'unico approvato per bloccare emorragie potenzialmente letali e incontrollate nei pazienti che assumono inibitori del fattore Xa. I dettagli della ricerca sono stati presentati all'American Stroke Association's International Stroke Conference 2019 e pubblicati sul sito dell'organizzazione.