L'incredibile scoperta della Nasa: su Marte c'è acqua allo stato solido

Un gruppo di ricercatori e studiosi della Nasa ha scoperto che su Marte ci sono tracce di acqua salata allo stato liquido.

Marte vita e acqua

Sono in molti a sostenere che su Marte ci sia qualche forma di vita, e questa idea è stata sicuramente alimentata  dai moltissimi film e dalle storie che fin da piccoli ci hanno raccontato sui fantomatici marziani, creature molto magre e con la testa enorme che trascorrerebbero le loro giornate osservando le nostre abitudini e preparando una vera invasione sulla terra. Quest'idea da oggi si avvale anche delle nuove scoperte che un gruppo di ricercatori ha fatto, grazie all'utilizzo di una sonda.

Gli scienziati della Nasa (National Aeronautics and Space Administration, l'agenzia governativa civile responsabile per il programma spaziale degli USA) ritengono che su Marte ci sia acqua salata che scorre allo stato liquido, e che potrebbe permettere l'esistenza della vita sul pianeta. Alle medie latitudini dell'emisfero meridionale del pianeta, sono stati infatti scoperti dei flussi di acqua ai lati alcuni crateri, tracce scure e lunghe che compaiono sul pianeta rosso solo durante le estati marziane.

Michael Mayer, lo scienziato capo del programma della Nasa di esplorazione su Marte, ha spiegato che ora si hanno prove tangibili dell'esistenza dell'acqua, che è salata, e per questo più resistente alle rigide temperature marziane. La presenza di acqua era tuttavia giò stata confermata da precedenti osservazioni, ma sempre e solo allo stato solido, sotto forma di ghiaccio ai poli. In questo caso, quindi, si tratterebbe della prima scoperta di acqua, seppur salata, ma allo stato liquido.

L'idea che su Marte possa scorrere dell'acqua è nata analizzando le numerose immagini che il telescopio HiRISE, che viaggia a bordo della sonda della Nasa "Mars Reconnaissance Orbiter" (MRO), sta catturando in questo periodo. Secondo queste osservazioni, l'acqua su Marte scorre sia in superficie che nel sottosuolo, stagionalmente e in piccole quantità. Lo studio è stato pubblicato dal gruppo di ricercatori, coordinato da Alfred McEwen dell'università dell'Arizona, sulla rivista Science.

Pianeta marte