Andare a scuola non è considerato da molti propriamente il massimo del divertimento: eppure sappiamo tutti che è indispensabile per diversi motivi. Adesso a queste ragioni se ne aggiunge una almeno in parte inaspettata: secondo una ricerca americana, infatti, l’istruzione farebbe addirittura bene alla salute.

Non studiare fa male quanto fumare

Gli studiosi della University of Colorado, della New York University e della University of North Carolina di Chapel Hill hanno condotto una stima sul numero di morti ricollegabili al differente livello di istruzione ed hanno così scoperto che la variazione del rischio di morte a seconda del grado di scolarizzazione è decisamente considerevole. Quindi, per fare delle valutazioni sull'aspettativa di vita, non ci sarebbero più soltanto la dieta e le abitudini come l’alcol, il fumo o l’attività fisica da considerare ma anche la possibilità (o la volontà) di studiare che ciascuno ha avuto. I dettagli del lavoro sono stati illustrati in un articolo pubblicato dalla rivista PLOS ONE.

Statistica o caso?

Non è la prima volta che uno studio afferma che l’educazione sia un elemento che pesa sulla longevità in ragione di diversi fattori tra cui lo status economico, la propensione ad assumere comportamenti più salutari, le migliori condizioni sociali e psicologiche. Certo, è difficile in questi casi fare una stima sicura che escluda del tutto l’elemento “casualità”; ma i ricercatori ci hanno provato, servendosi dei dati del Centers for Disease Control and Prevention’s National Health Interview Survey.

Più titolati, più longevi?

Cercando tra le informazioni relative a oltre un milione di persone, raccolte tra il 1986 e il 2006, hanno calcolato il numero di morti che potrebbe essere ricondotto allo scarso livello di scolarizzazione, cercando contemporaneamente di comprendere quante persone avrebbero potuto prolungare le proprie vite con un livello di istruzione più alto. In particolare hanno guardato agli individui nati nel 1925, nel 1935 e nel 1945 in modo da avere anche una panoramica più ampia dal punto di vista cronologico.

Da queste complesse analisi sarebbe emerso che nel 2010 si sarebbero potute salvare 145.243 persone, se queste non avessero abbandonato la scuola e avessero conseguito un titolo di studio di base: e il numero arriva fino a 110.068 se si aggiungono gli individui che avrebbero completato tutti i cicli di studio, giungendo fino alla laurea.

Malattie cardiovascolari

A giocare un ruolo fondamentale nei decessi sembrerebbero essere le malattie cardiovascolari, con un peso decisamente maggiore del cancro: probabilmente – sostengono gli esperti – a causa dell’avanzamento nella prevenzione e nel trattamento delle patologie cardiovascolari tra le persone con un più elevato grado di scolarizzazione.

I nostri risultati suggeriscono che le politiche e gli interventi volti a migliorare gli obiettivi educativi potrebbero sostanzialmente migliorare anche la vita della popolazione americana, in particolare visto l’ampliarsi delle disparità sociali. A meno che queste tendenze non cambieranno, la mortalità attribuibile al basso livello di istruzione continuerà a crescere nel futuro. – Patrick Krueger, Department of Health & Behavioral Sciences presso la University of Colorado, Denver

Che le osservazioni degli scienziati siano corrette, o piuttosto che si tratti di una distorsione nell'interpretazione dei dati, importa relativamente: puntare sul miglioramento dell’istruzione, rendendola aperta e fruibile per tutti, è il migliore degli obiettivi, comunque e in ogni caso.