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Strano uccello preistorico con un lunghissimo dito medio scoperto in un blocco d’ambra

In un blocco d’ambra di 99 milioni di anni recuperato nel Myanmar nel 2014 una squadra di paleontologi ha scoperto i resti di uno strano uccello chiamato Elektorornis chenguangi. Il piccolo volatile aveva un dito medio lunghissimo, circa il doppio del secondo. Probabilmente lo usava per arrampicarsi sugli alberi o catturare le prede. Nessun uccello vivente o estinto presenta proporzioni simili.
A cura di Andrea Centini
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All'interno di un blocco d'ambra di 99 milioni di anni fa è stato scoperto un piccolo uccello con un dettaglio anatomico insolito e grottesco, un lunghissimo dito medio. Nessun altro uccello estinto o vivente è noto agli scienziati per avere una caratteristica di questo tipo; l'unico animale che possiede proporzioni delle dita paragonabili è l'aye-aye o chiromio (Daubentonia madagascariensis), un primate in pericolo di estinzione del Madagascar che utilizza il terzo dito delle mani – lungo fino al triplo delle altre – per procurarsi il cibo sugli alberi. Poiché tra gli uccelli non ci sono specie con dita simili, i paleontologi non sono sicuri su come il volatile preistorico chiamato Elektorornis chenguangi potesse sfruttarle.

Credit: Zhongda Zhang
Credit: Zhongda Zhang

Fossile prezioso. Il blocco d'ambra fu scoperto nel 2014 in un sito nel Myanmar (ex Birmania) da un commerciante di fossili. All'epoca l'uomo credette che l'animale all'interno fosse una lucertola, dato che diverse specie di questi rettili presentano dita delle zampe molto lunghe, tuttavia quando lo portò all'attenzione del paleontologo Lida Xing dell'Università Cinese delle Geoscienze ne fu subito determinata l'esatta natura. Lo scienziato, che insegna presso la Scuola di Scienze della Terra e delle Risorse dell'ateneo di Pechino, ha coinvolto i colleghi del Museo di Storia Naturale di Los Angeles, dell'Università del New England (Australia) e di altri istituti per studiare a fondo lo straordinario quanto curioso reperto. "Sono rimasto molto sorpreso quando ho visto l'ambra", ha dichiarato lo scienziato.

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Ipotesi. Dalle analisi condotte in laboratorio è emerso che il dito del piede era lungo 9,8 millimetri, circa il doppio del secondo dito e il 20 percento in più della porzione inferiore della zampa. Xing e colleghi hanno fatto confronti con le proporzioni delle dita di 20 uccelli estinti e di oltre 60 viventi, ma in nessun caso è emersa una condizione paragonabile. Come indicato, l'unico animale affine da questo punto di vista è il misterioso aye-aye. Poiché l'Elektorornis chenguangi conduceva molto probabilmente la propria vita tra gli alberi, lo strano dito allungato potrebbe aver agevolato le “arrampicate” sulla corteccia, ma non si esclude la specializzazione alimentare o una combinazione dei due aspetti. Come mostra l'illustrazione, l'uccello potrebbe aver utilizzato il lungo dito per estrarre le prede dai buchi presenti sugli alberi. La funzione alimentare è suggerita anche dalla peculiare struttura del tessuto molle trovato nel piede; probabilmente era costellato di peli sensibili in grado di “captare” la presenza di prede, da cogliere rapidamente con la peculiare appendice. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Current Biology.

[Foto credit: Lida Xing]

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