Credit: G.Miranda/FUNAI/Survival
in foto: Credit: G.Miranda/FUNAI/Survival

Dieci membri di una tribù dell'Amazzonia di cosiddetti “incontattati”, ovvero indios che vivono isolati dal resto del mondo in condizioni primitive, sarebbero stati uccisi, fatti a pezzi e gettati in un fiume da cercatori d'oro. Fra essi anche donne e bambini. La terribile vicenda è stata scoperta per puro caso da alcuni abitanti di un piccolo centro, che hanno ascoltato le macabre conversazioni dei cercatori d'oro mentre gozzovigliavano in un bar. Il gruppetto si stava vantando degli efferati omicidi esibendo i ‘trofei' – tra i quali una pagaia incisa – strappati dalle mani degli indios.

L'incontro fra i due gruppi, del tutto fortuito, sarebbe avvenuto lungo il corso del fiume Jandiatuba nella valle del Javari, una remota area dell'Amazzonia occidentale al confine con la Colombia. Gli indios erano molto probabilmente alla ricerca di uova quando hanno incrociato gli uomini; ne sarebbe sfociato uno scontro cruento terminato con la morte di tutti gli indigeni e lo scempio sui loro cadaveri.

A far avviare le indagini della procura federale dello stato di Amazonas è stato il FUNAI, la Fondazione Nazionale dell'Indio, un'organizzazione governativa che si occupa di tutelare i diritti delle tribù incontattate e di proteggere le aree incontaminate in cui esse sopravvivono. Dopo un sopralluogo al bar dove sono stati ascoltati i cercatori d'oro è stata sporta denuncia alla polizia, che ha arrestato due membri del gruppo di presunti assassini. Nelle loro conversazioni, ha sottolineato la coordinatrice del FUNAI Leila Silvia Burger Sotto-Maior, i cercatori d'oro sostenevano che sarebbero stati uccisi se non avessero assassinato gli indios.

L'intera storia presenta diversi lati oscuri che dovranno essere chiariti dalle indagini, non semplici anche per la vastità del luogo interessato. Non si tratta tuttavia del primo caso di omicidi di indios incontattati; un fatto analogo – e ancora irrisolto – è stato denunciato proprio all'inizio dell'anno. Queste tribù, che vivono in condizioni primitive, sono fortemente minacciate non solo da cercatori d'oro e taglialegna in cerca di facili guadagni, ma anche dall'industria mineraria e da multinazionali di vario tipo, interessate ai ricchi giacimenti dell'Amazzonia. Uccidere dieci membri di una tribù di questo genere, secondo l'organizzazione non governativa Survival International, equivale praticamente a un genocidio: “Se gli omicidi verranno confermati, fino a un quinto dell'intera tribù è stato eliminato”.

Il villaggio di una tribù incontattata forse dato alle fiamme da uomini senza scrupoli: credit: FUNAI
in foto: Il villaggio di una tribù incontattata forse dato alle fiamme da uomini senza scrupoli: credit: FUNAI

L'area teatro della tragedia è inquadrata in quella che viene definita la “Frontiera Incotattata”, a causa del numero di tribù che la popolano. Alcune di esse sono state avvistate solo con mezzi aerei. Le organizzazioni che tutelano i diritti degli indios sono in forte contrasto anche col presidente brasiliano Temer, la cui politica sarebbe a favore dello sfruttamento dell'Amazzonia. Lo dimostra il recente caso della regione grande quanto la Danimarca cui è stato revocato lo status di riserva naturale per consentire la costruzione di miniere, poi bloccata da un giudice.

[Credit: FUNAI]