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in foto: Credit: CSIRO

Circa quattromila esemplari di volpe volante dagli occhiali (Pteropus conspicillatus), una grande specie di pipistrello, sono morti in Australia in una sola settimana. Ma potrebbero essere molti di più. A causare la strage un'impennata delle temperature legata ai cambiamenti climatici catalizzati dai fattori antropici, che hanno fatto toccare alcuni record storici nel grande Paese oceanico. A Cairns, una città del Queensland sulla costa nord-orientale, la colonnina di mercurio ha raggiunto i 42,6° centigradi. Si tratta di una temperatura semplicemente insostenibile per questi magnifici animali, che crollano dagli alberi come foglie d'autunno tra atroci sofferenze.

La sottospecie di volpe volante che vive nelle aree del Queensland è classificata come vulnerabile, ma ambientalisti ed ecologisti vogliono spingere le autorità a inserirla tra quelle minacciate di estinzione, al fine di poter adottare tutte le iniziative di tutela possibili. La dottoressa Trish Wimberley dell'Australian Bat Clinic, impegnatissima nei soccorsi, ha sottolineato alla AAP che le stime di circa 4mila esemplari morti sono prudenti. Una colonia di Cairns è stata letteralmente spazzata via dall'ondata di calore anomalo; ha infatti mietuto l'80 percento degli esemplari. I circa 300 sopravvissuti sono stati trovati in condizioni disperate, ma fortunatamente sono stati portati in salvo nelle strutture ad hoc. Una sorte analoga è toccata alle volpi volanti di Townsville e Ingham: “I volontari stanno trovando centinaia e centinaia di pipistrelli morti di una specie che è in pericolo di estinzione, è straziante”, ha dichiarato la Wimberley.

Secondo Maree Treadwell Kerr, presidente della Bats and Tree Society di Cairns, in pochi giorni potrebbe essere scomparso il 10 percento della popolazione di volpi volanti, che era stata già duramente messa alla prova da un inverno insolitamente secco. I pipistrelli, infatti, hanno avuto estrema difficoltà nel trovare la frutta di cui si nutrono, e molti sono stati soccorsi e rifocillati da vari enti e istituzioni. Tantissime persone oltre che nelle carcasse si stanno imbattendo negli esemplari moribondi, ma gli esperti sottolineano di non toccarli assolutamente e di chiamare subito i soccorsi, a meno che non si abbia una preparazione specifica. Quasi tutte le popolazioni di volpi volanti, infatti, sono portatrici del letale lyssavirus del pipistrello australiano, che può essere trasmesso con morsi e graffi. Da quando il virus è stato identificato in Australia, negli anni '90, ne sono state colpite soltanto tre persone, ma sono tutte morte. La speranza degli esperti è che le temperature possano abbassarsi al più presto, anche se i cambiamenti climatici stanno rendendo queste mortali ondate di calore sempre più diffuse e soprattutto sistemiche, col rischio di determinare stragi sempre più ampie. Nel 2010, in occasione di un'ondata eccezionale simile, in soli due giorni morirono 50mila volpi volanti di un'altra specie.