Trecento tartarughe marine di una specie minacciata di estinzione sono state trovate morte al largo della costa meridionale dello Stato di Oaxaca, in Messico, sterminate da reti da pesca abbandonate, le cosiddette “ghost net” (reti fantasma). Sono state avvistate da pescatori della comunità di Barra de Colotepec, che hanno immediatamente avvisato le autorità competenti. Ad annunciare la strage l'ufficio del procuratore federale per la protezione ambientale (PROFEPA), che ha dichiarato di aver aperto un'indagine sul caso. I crimini compiuti contro queste tartarughe marine sono del resto severamente puniti, benché drammi di questa portata non siano così rari. Basti pensare che solo pochi giorni prima erano stati trovati altri 110 esemplari morti, uccisi da ami da pesca, asfissia causata da plastica e forse alghe tossiche.

A render ancor più triste il massacro, il fatto che si tratta di tartarughe in pericolo, inserite con codice VU (vulnerabili) nella Lista Rossa dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura. Sono le Lepidochelys olivacea, conosciute col curioso nome comune di “tartarughe bastarde olivacee”. Gli esemplari arrivano a pesare al massimo 50 chilogrammi per 75 centimetri di lunghezza e vivono principalmente alle latitudini tropicali degli Oceani. È una specie minacciata dalla distruzione degli habitat dove le femmine depositano le uova, dalla caccia indiscriminata alle uova – per alcuni avrebbero proprietà afrodisiache – e dall'inquinamento. Oltre a essere uccise dalle reti da pesca, moltissime tartarughe divorano sacchi di plastica e altri detriti che finiscono in mare, morendo soffocate o per denutrizione a causa dell'occlusione dello stomaco, tra dolori lancinanti.

Da maggio a settembre le tartarughe bastarde olivacee giungono sulle coste messicane per deporre le uova, ed è proprio per questo motivo che dei trecento esemplari morti in larga parte sono femmine. Solo pochi giorni fa è stata registrata una strage di tartarughe marine della specie Caretta caretta anche in Italia, causata anch'essa dall'uomo. Le tartarughe, appena nate, sono infatti state tradite dalla luce dei lampioni e spinte ad attraversare la strada invece di gettarsi in mare dopo la schiusa: oltre trenta sono state travolte e uccise dalle auto su una strada litoranea in provincia di Taranto.

[Credit: TV Azteca]