Strage di fenicotteri travolti dall’uragano sulle isole cubane: le foto shock

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Credit: <a href="https://www.facebook.com/photo.php?fbid=306493619817049&set=pcb.306493773150367&type=3&theater" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer">Alejandro García Sánchez</a>
Una delle più grandi colonie al mondo di fenicotteri rosa è stata travolta nell’arcipelago cubano dall’uragano Irma, che ha massacrato e ferito centinaia di esemplari. Le immagini shock della catastrofe naturale.

Centinaia di fenicotteri rosa (Phoenicopterus roseus) presenti nell'arcipelago cubano sono stati uccisi o feriti dal devastante uragano Irma, che la scorsa settimana con i suoi velocissimi venti – fino a 295 chilometri orari – ha squassato dapprima le isole caraibiche e successivamente, depotenziato, gli Stati Uniti d'America. A differenza di quanto avvenuto in altre aree, come ad esempio allo zoo di Miami, per motivi logistici non è stato possibile proteggere gli esemplari di una delle più grandi e affascinanti colonie al mondo di questi splendidi uccelli, rimasti così alla mercé delle terrificanti perturbazioni prodotte dal ciclone tropicale.

https://youtu.be/STrX3Ad7V2Q

Le immagini paratesi innanzi ai primi soccorritori giunti nelle zone con la maggiore biodiversità, come l'isola di Cayo Coco e le Keys settentrionali, sono state letteralmente shoccanti. Decine di fenicotteri impilati gli uni sugli altri, incastrati fra i rami degli alberi dove avevano cercato riparo o sbattuti con violenza inaudita contro le rocce. Una fine terribile per animali impossibilitati a nascondersi e a difendersi dalla furia dell'uragano, che ha spazzato via tutto ciò che ha incontrato lungo il suo percorso di morte e distruzione. A Cuba, del resto, sono state più di dieci le vittime umane provocate da Irma.

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Le scene più strazianti sono quelle dei superstiti, che si aggirano come fantasmi tra le carcasse dei compagni sopraffatti dai venti, privati dell'inconfondibile eleganza che caratterizza questi uccelli. Alcuni riescono ancora a camminare, altri hanno le zampe e le ali spezzate, e si trascinano a fatica in quello che solo poche ore prima era un paradiso naturale. E non solo per i fenicotteri. Lo era anche per i turisti amanti degli animali, che qui venivano a osservare migliaia e migliaia di “flamingo” in uno scenario incantevole, ormai ridotto a un cumulo di detriti e arbusti spogli.

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Alcuni esemplari, ancora vivi ma impossibilitati a muoversi, si contorcono dal dolore mentre vengono soccorsi dagli operatori. Moltissimi verranno soppressi a causa delle terribili ferite inferte dall'uragano, ma altri si salveranno. La speranza è che una parte della colonia si sia messa in salvo volando il più lontano possibile dalla furia dei venti.

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