Credit: The Marine Mammal Center
in foto: Credit: The Marine Mammal Center

Nel giro di una settimana sono state trovate tre carcasse di balene grigie (Eschrichtius robustus) lungo la costa della California: una sulla spiaggia Esplanade di Pacifica, la seconda nei pressi della baia di Richmond e la terza in un molo di Hercules. Si tratta delle ultime vittime di una moria che sta colpendo questa splendida specie di cetacei. Sono infatti già otto le balene grigie trovate morte in California dall'inizio dell'anno, delle quali ben sette negli ultimi due mesi, e in totale lungo la costa Occidentale degli Stati Uniti ne sono state trovate trenta. Sono numeri sensibilmente superiori alle medie annuali, come dichiarato dai biologi marini che stanno seguendo il caso. Cosa sta succedendo?

Malnutrizione. Come ogni anno, in questo periodo le maestose balene grigie stanno compiendo una migrazione dalle calde acque della costa messicana al freddo mare di Bering, dove troveranno nutrimento in quantità. Normalmente transitano numerose nei pressi della costa, regalando uno spettacolo meraviglioso a chi vuole osservarle e studiarle, ma gli scienziati si sono accorti che quest'anno le balene si avvicinano alla riva più del solito, e molte passano più tempo nei porti e nelle baie. Secondo gli scienziati stanno cercando cibo, che evidentemente non riescono a trovare. Gli esami necroscopici sulle carcasse hanno infatti evidenziato fortissimi segni di malnutrizione, che rappresenta la principale causa di morte degli animali analizzati. I biologi marini si sono accorti che molte delle balene impegnate nella migrazione sono particolarmente emaciate, come sottolineato dal dottor Justin Greenman, che si occupa di cetacei per la National Oceanographic and Atmospheric Association (NOAA). Lo studioso ha anche sottolineato la drammaticità dei numeri coinvolti negli spiaggiamenti.

Cambiamenti climatici e pesca. Secondo gli scienziati le cause di questa moria sono quasi sicuramente due: i cambiamenti climatici e il calo drammatico degli stock ittici. Nel primo caso, il riscaldamento degli oceani modifica le fioriture e la distribuzione del fitoplancton, che essendo alla base della catena alimentare influenza il comportamento delle prede dei cetacei (e dunque delle balene stesse). Per quanto concerne gli stock ittici, la pesca commerciale eccessiva sta rapidamente depauperando il mare di pesci, e le balene, semplicemente, non trovano più i banchi di cui si nutrivano in passato. “Tre balene su quattro di quelle che abbiamo finora analizzato sono morte di malnutrizione, quindi c'è qualcosa che accade nell'ambiente e negli oceani che impedisce a questi animali di trovare il cibo giusto di cui hanno bisogno”, ha dichiarato la dottoressa Barbie Halaska, veterinaria presso il The Marine Mammal Center di Marin. La speranza dei biologi marini è che il picco degli spiaggiamenti sia stato raggiunto e che le balene grigie riescano ad arrivare tutte sane e salve nel Mare di Bering, dove troveranno il pesce di cui hanno disperatamente bisogno.