Essere magri è più importante che essere sani

Dal decalogo Pro-Ana
C'è il decalogo, ci sono i gruppi che ti motivano, c'è il supporto della tecnologia e un disagio che non tutti vogliono affrontare: l'anoressia è una malattia pericolosa che può portare alla morte per suicidio o per deperimento, ma da cui è anche possibile guarire. È il caso dei giovani, femmine e maschi, che ai microfoni di Fanpage.it hanno raccontato la propria esperienza, fatta di sacrifici autolesionistici e poi di una consapevolezza che, non senza difficoltà, ha portato alla guarigione. Ne abbiamo parlato anche con la dottoressa Maria Grazia Rubeo, psichiatra e responsabile dell'AIDAP (Associazione Italiana Disturbi dell'Alimentazione e del Peso), che sottolinea l'esistenza di una rete che si fa comunità, sostenendo i propri membri o rimproverandoli:

Esistono dei siti cosiddetti ‘Pro Ana' (Pro-anoressia) e ‘Pro Mia' (Pro-bulimia), dove persone che hanno perso il senso della vita hanno scritto una sorta di decalogo su come sviluppare un perfetto disturbo dell’alimentazione.

Per quanto riguarda l'incidenza, occorre ricordare che cresce il numero di anoressici di sesso maschile, che ad oggi rappresenta il 10% circa dei pazienti che soffrono di questo disturbo in Italia. Tra le donne, circa il 3-5% è interessato in generale da un disturbo dell'alimentazione.

Come nasce l'anoressia nervosa

Silhouette di una donna anoressica.
in foto: Silhouette di una donna anoressica.

L'anoressia nervosa è una malattia complessa, in cui possono concorrere fattori genetici, sociali e psicologici. All'origine della malattia possono esservi anche eventi traumatici, quale può essere uno stupro. Questo disordine alimentare porta il soggetto a sopravvalutare l'importanza della forma fisica, o, meglio, di una determinata forma del fisico che non coincide con la salute del corpo. Il paziente individua il fisico perfetto in quello magro fino al deperimento e alimenta il sacrificio con il desiderio di piacere all'altro – partner potenziale o reale – e ad una volontà di controllo estremo. Quest'ultima determina una codificazione di regole che finisce per delineare quasi un'etica dell'anoressico, ossessionato dall'esercizio della potenza di autocontrollo e, allo stesso tempo, dalla debolezza di chi vuol piacere all'altro fino ad annullarsi fisicamente. Questa "etica" di fondo è la base dei Pro-Ana, che propongono su Whatsapp e su siti dedicati, sempre lo stesso decalogo Pro-Ana di regole autodistruttive.

Sintomi dell'anoressia nervosa

L'anoressia nervosa si caratterizza per riduzione dell'apporto energetico che causa una significativa riduzione di peso per sesso, salute ed età del soggetto; paura di ingrassare e impegno ad agire contro l'aumento di peso non solo attraverso l'astensione; sopravvalutazione della forma fisica; incapacità a valutare la gravità di sintomi correlati (come svenimenti); percezione dismorfica del proprio corpo sino a vedersi grasso nonostante l'evidenza del deperimento; iperattività e nello specifico impegno maniacale nello sport come strumento per bruciare calorie e dismenorrea (mestruazioni dolorose). Nei primi 3-4 mesi l'anoressico perde circa il 20% del suo peso corporeo.

Istruendosi anche online o per sentito dire, l'anoressico tende a ritualizzare l'alimentazione con l'obiettivo di "limitarla" e a mettere in pratica comportamenti standardizzati, come vomitare, sottoporsi al freddo per bruciare calorie, restare in piedi più del necessario, bere spesso acqua ghiacciata, portare borse inutilmente pesanti e altro ancora. In alcuni casi questi atteggiamenti possono lasciare delle tracce evidenti sul corpo, come i Segni di Russell, dal nome dello psichiatra Gerald Russell, che notò che l'induzione frequente del vomito causa delle lesioni sulle nocche della mano prodotte dalla sfregamento degli incisivi sulla mano o da veri e propri morsi.

Esempi di Segni di Russell causate da vomito indotto.
in foto: Esempi di Segni di Russell causate da vomito indotto.

La dieta, come prevedibile, prevede alimenti ipocalorici. Alcuni soggetti anoressici hanno mostrato anche la tendenza a cucinare per altri e ad incoraggiarli a consumare i pasti. L'anoressico tende infine ad escludersi dalla vita sociale (quella reale e non quella virtuale) e alla depressione.

Guarire dall'anoressia nervosa è possibile

 

Curare l'anoressia è possibile e sono tante le testimonianze in tal senso. Il trattamento ambulatoriale è possibile soltanto nel momento in cui la situazione non è ancora grave, ossia quando il soggetto ha un peso inferiore a quello forma di non oltre il 25%, quando non ci sono complicazioni mediche e c'è la collaborazione del paziente. Viceversa occorre procedere attraverso trattamento ospedaliero ed è necessario sempre che la cura sia affrontata da un'équipe multidisciplinare con competenze internistiche e psichiatriche. Le fasi sono tre: normalizzare il peso e abbandonare il desiderio di controllarlo; migliorare la percezione di sé e i rapporti interpersonali; evitare ricadute.  Allontanarsi dai gruppi Pro-Ana è una premessa necessaria (ma non sufficiente) alla guarigione. Come ricorda la dottoressa Maria Grazia Rubeo:

Se una persona sceglie di entrare e mantenere il contatto all’interno di un gruppo simile vuol dire che non sta cercando una via di uscita, perché continua a perseverare nel proprio sintomo.

Per quanto riguarda l'uso di eventuali farmaci, ogni paziente è un caso a sé. In genere i sintomi depressivi si riducono e spariscono con l'aumento ponderale di peso, per cui si tende a non prescrivere antidepressivi nella fase di normalizzazione del peso. Tuttavia se persiste la depressione, l'équipe può decidere di prescrivere qualche antidepressivo.

 

Cosa sono i Pro Ana

"Ana" sta per anoressia, "Pro Ana" indica la posizione di un ambiente o di una comunità (solitamente virtuali) nei confronti di questo disturbo dell'alimentazione. Negli ultimi anni sono nati diversi gruppi e siti pro Ana. Frequentarli non è né necessario né sufficiente allo sviluppo della malattia, ma contribuisce a rafforzare le false credenze dell'anoressico. Il gruppo Pro Ana sostiene l'anoressico nei momenti di debolezza, lo invita a punirsi se mangia "troppo", gli dà suggerimenti per velocizzare il deperimento e mette in competizione i membri per esaltare i "buoni" e ridicolizzare i "cattivi". Nei messaggi scritti e vocali raccolti nel nostro servizio in apertura si scorgono malesseri sociali:

Ragazze, dove essere motivate! Pensate a quando gli altri non useranno più la parola ‘grassona' per insultarvi e non sapranno dove attaccarsi.

Si danno suggerimenti per un'alimentazione ipocalorica:

E mi raccomando di masticare 20 volte a boccone così rallenta la fame, riso integrale bollito senza sale e curry cotto con acqua.

Senza mai dimenticare che Ana sta dalla loro parte e lavora per una nuova forma di femminilità:

Magre, sexy, forti, sicure… ecco cosa vuole Ana.

Una nuova donna che, nelle visioni più liriche, sembra assumere i contorni di una sacerdotessa; mentre Ana non è più solo l'acronimo di una malattia, ma un soggetto divino che esprime una volontà e un codice etico.

Non dobbiamo svenire… ana non vuole che sveniamo, ci vuole forti e con il controllo del nostro corpo.

Le 10 regole Pro-Ana

  1. Se non sei magra, non sei attraente;
  2. Essere magri è più importante che essere sani;
  3. Comprati dei vestiti, muori di fame, fai di tutto per sembrare più magra;
  4. Non puoi mangiare senza sentirti colpevole;
  5. Non puoi mangiare cibo ingrassante senza punirti dopo;
  6. Devi contare le calorie e ridurne l’assunzione di conseguenza;
  7. Quello che dice la bilancia è la cosa più importante;
  8. Perdere peso è bene, guadagnare peso è male;
  9. Non sarai mai troppo magra;
  10. Essere magri e non mangiare sono simbolo di vera forza di volontà e autocontrollo.