2 Agosto 2021
12:53

Stop alla caccia in Sardegna dopo la stagione degli incendi: petizione sfiora le 50mila firme

Nel recente e catastrofico incendio che ha colpito la Sardegna sono morti moltissimi animali, sia domestici che selvatici. Secondo gli esperti ci vorranno diversi anni prima che i boschi e la macchia mediterranea recuperino dalla ferita inferta. Una petizione di grande successo lanciata su change.org chiede il divieto di caccia dopo la stagione degli incendi. Decine di migliaia di persone hanno già firmato.
A cura di Andrea Centini

Nel devastante incendio forestale che nei giorni scorsi ha mandato in fumo oltre 20mila ettari di terreno nella provincia di Oristano, in Sardegna, ha perso la vita un numero enorme di animali, sia domestici che selvatici. Capre, pecore, cavalli, asini, cani e altri ancora hanno trovato una morte orribile poiché impossibilitati a fuggire dai recinti nei quali erano confinati. Solo in un gattile sono morti circa trenta gatti. La medesima, atroce sorte è toccata a cinghiali, volpi, cervi, giovani uccelli incapaci di volare, rettili, insetti e tanti piccoli mammiferi, circondati e “inseguiti” dalle fiamme appiccate dall'uomo e spinte dal vento impetuoso, oppure soffocati dal fumo, durante la fuga disperata o magari nelle tane in cui avevano cercato rifugio. Tutti siamo rimasti attoniti innanzi alle immagini della piccola volpe adagiata su un fianco sul terreno arso dal fuoco, a quelle di interi ovili spazzati via dal catastrofico incendio. Gli animali, per l'ennesima volta, hanno subito sofferenze indicibili a causa della mano umana; per questa ragione è stata avviata una petizione su change.org per chiedere lo stop alla caccia in Sardegna, dopo la stagione dei roghi.

A sottoscriverla il signor Mauro Rombi di Cagliari, che l'ha indirizzata direttamente al Presidente della Regione Christian Solinas affinché prenda atto della situazione e decida di vietare la caccia, quando le fiamme saranno spente. Ecco il testo della petizione:

“In questi giorni la Sardegna è martoriata da roghi e incendi che stanno letteralmente mandando in fumo il patrimonio naturalistico della Regione. Tra le vittime dei roghi c'è la fauna selvatica dell'isola che muore in mezzo alle fiamme: cervi, volpi, cinghiali sono le vittime dei roghi di questi giorni. Per questo motivo chiedo alle istituzioni che passata l'emergenza roghi sull'Isola si proceda con uno stop alla caccia. Gli animali in Sardegna stanno già pagando ora un prezzo altissimo per la loro vita”.

L'appello del signor Rombi è stato accolto con entusiasmo e, grazie al passa parola sul web, la petizione è diventata un enorme successo: basti pensare che, nel momento in cui stiamo scrivendo, nella tarda mattinata di lunedì 22 agosto, i cittadini ad apporre la propria firma sotto ad essa sono già oltre 44.600. Il numero continua a crescere in modo significativo ora dopo ora e raggiungerà ben presto le 50mila firme. Del resto dopo una catastrofe ambientale di questa portata, causata dalla mano criminale dell'uomo e agevolata dalle condizioni climatiche favorevoli, è solo attraverso un'azione forte, pregna di significato, che si potrà almeno in parte lenire le sofferenze che gli animali hanno dovuto sopportare e stanno tuttora sopportando.

Come dichiarato da Giovanni Contini, ispettore Regionale delle Guardie Zoofile della Sardegna, nei boschi colpiti dagli incendi viveva una colonia di almeno 400 cervi, molti dei quali probabilmente non sono riusciti a sopravvivere al fumo e alle fiamme. Ignoto ma sicuramente elevatissimo il numero di esemplari di cinghiali e di altre specie che non hanno avuto scampo. Secondo la Coldiretti ci vorranno almeno 15 anni affinché ricrescano i boschi e la macchia mediterranea distrutti dalla furia del fuoco. Per tutte queste ragioni si chiede alle istituzioni sarde uno stop perentorio alla caccia alla fine della stagione dei roghi. La petizione su change.org è stata lanciata proprio mentre il Comitato per l'Abolizione della caccia sta raccogliendo le firme in tutta Italia per promuovere un nuovo referendum contro questa pratica.

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