Se il mondo è bello perché è vario, va da sé che per mantenere tutta questa bellezza sia necessario garantirne la varietà. Purtroppo però il nostro intervento sulla Terra la sta riducendo un posto peggiore: stiamo infatti mettendo fortemente a rischio la biodiversità e quindi gli ecosistemi. A darne notizia sono i ricercatori inglesi che su Science hanno pubblicato lo studio intitolato “Has land use pushed terrestrial biodiversity beyond the planetary boundary? A global assessment” all'interno del quale ci mostrano gli effetti del nostro impatto sul pianeta.

La ricerca in questione ha analizzato quale sia il limite di salvezza oltre il quale possiamo considerare persa la biodiversità di un determinato ambiente e per farlo ha preso in considerazione più di 2 milioni di campioni raccolti in giro per il mondo. Quando parliamo di biodiversità ci riferiamo, in ecologia, alla varietà di esseri viventi che fanno parte di un ecosistema e che ne garantiscono la sopravvivenza, in assenza di biodiversità dunque non c'è ecosistema, senza ecosistema non c'è vita.

Ma allora quanto possiamo sfruttare la biodiversità garantendoci comunque la sussistenza? Secondo gli scienziati, la percentuale media di biodiversità che possiamo perdere è del 10%, purtroppo però oltre il 58% delle terre del nostro pianeta vengono sfruttate oltre questo livello di sicurezza mettendoci in pericolo.

Responsabili ovviamente di questa condizione siamo noi stessi che interveniamo sul territorio abusandone, in particolare fanno sapere i ricercatori ad accusare maggiormente il colpo sono le praterie, mentre subiscono meno danni la tundra e la foresta boreale.

La situazione non è certo migliore per gli animali che stanno infatti vivendo la sesta estinzione di massa, l'unica ad essere stata provocata da un abitante della Terre (l'uomo) e non da agenti esterni o cambiamenti climatici naturali.